Pensavano stesse giocando, trovano la 12 enne morta in giardino: si era suicidata

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Mattino

Dramma a Conegliano,  in provincia di Treviso.  Una bambina si è tolta la vita nel giardino di casa. I genitori pensavano che stesse giocando. 

Nessun segnale.  O almeno nessun segnale che gli adulti fossero riusciti a captare, a percepire in modo da comprendere il disagio interiore della bambina. Non è il primo caso e, purtroppo,  non sarà neppure l’ultimo. I suicidi tra adolescenti e bambini stanno crescendo in misura allarmante.

ANSA/DOMENICO OCCHIPINTI/ archivio

La piccola era arrivata da due mesi a Conegliano – Treviso – assieme al resto della famiglia composta dalla madre, il padre e il fratello. Erano giunti dall’Albania e la 12enne ancora non parlava l’Italiano.  Forse la paura di non riuscire ad integrarsi con i nuovi compagni di scuola, la nostalgia di casa, il senso di smarrimento e di inadeguatezza che si provano quando ci si trova in un altro paese: troppi forse e una sola certezza, quella che a soli 12 anni la ragazzina abbia preferito darsi alla morte piuttosto che affrontare la vita, con tutte le sue incognite.

Un disagio che nessuno in famiglia aveva colto. Tutti la descrivono come una bambina allegra, tranquilla,  sempre sorridente.  Eppure dietro quei sorrisi si nascondeva un dolore che non riusciva ad esternare con nessuno,  nemmeno con la mamma e il papà. Quando la piccola ha compiuto il gesto estremo si trovava in giardino da sola, i genitori pensavano che stesse giocando e, invece, l’hanno trovata a terra senza vita. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del medico e degli infermieri del Suem 118: quando sono arrivati la 12enne se ne era già andata  e i sanitari hanno solo potuto constatare il decesso. In Italia è stata attivata la rete “Sos suicidi” proprio per dare supporto psicologico a chiunque ne abbia bisogno. È possibile chiamare il numero  02 2327 2327 oppure scrivere su WhatsApp al 345 0361628. Quando si parla di suicidi si tende sempre a pensare agli adulti, magari a madri o padri di famiglia che non riescono più ad andare avanti. E, infatti,  durante i ripetuti lockdown sono state tante le persone che si sono tolte la vita per le difficoltà economiche.  Ma stanno crescendo anche i disagi tra i più piccoli: paure e senso di inadeguatezza accresciuti da un uso eccessivo e scorretto dei social network,  specialmente di alcuni come Tik tok che promuovono sfide assurde e pericolose.