Alopecia: lo studio shock che lo collega al sistema immunitario

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Fonti ed evidenze: Nature; GreenMe

Ecco cosa dicono gli ultimi risultati di uno studio shock che ha collegato l’alopecia al sistema immunitario. Da non credere

Quello della caduta dei capelli è un problema che affligge molte persone, soprattutto uomini. Spesso perdere i capelli o accorgersi che il processo di caduta è iniziato può causare insicurezza e depressione. Se per le donne l’alopecia è più rara e meno incisiva, per gli uomini, infatti, si tratta di un fenomeno molto evidente.

(Rawpixels)

Proprio per questo, negli ultimi anni si sono moltiplicate le ricerche che vanno ad intervenire sul rallentamento della perdita dei capelli o sulla ricrescita, indagando sulle cause. Ecco cosa dicono gli ultimi risultati di uno studio shock che ha collegato l’alopecia al sistema immunitario.

Uno studio collega l’alopecia al sistema immunitario, ecco i risultati

Secondo una ricerca piuttosto recente, esiste un meccanismo che potrebbe essere alla base dell’alopecia. Per i ricercatori, infatti, l’alopecia è strettamente legata ad una condizione del sistema immunitario secondo cui attacca i propri follicoli piliferi che causerebbero la caduta dei capelli.

Su Nature Immunology, infatti, è stato pubblicato uno studio che indagano il modo in cui le cellule immunitarie T regolatorie interagiscono con quelle della pelle. Queste, infatti, utilizzano un ormone con lo scopo di realizzare nuovi follicoli piliferi e, quindi, nuovi capelli.

“Per molto tempo i linfociti T – ha dichiarato Ye Zheng – autore e professore del Center for Immunobiology and Microbial Pathogenesis – sono stati studiati per il modo in cui riducono le reazioni immunitarie nelle malattie autoimmuni”.

Il professore ha proseguito dicendo di aver individuato il fattore di crescita e il segnale ormonale che contribuiscono alla crescita e rigenerazione dei follicoli piliferi, “completamente separati dalla soppressione della risposta immunitaria”.

Durante le ricerche, gli studiosi hanno provocato la caduta dei capelli in soggetti privi di recettori per i glucocorticoidi all’interno delle loro cellule T regolatorie e nei soggetti normali. Dopo aver aspettato due settimane, i risultati hanno evidenziato che nei soggetti normali vi era stata una ricrescita di capelli, mentre nei soggetti senza recettori per i glucocorticoidi non vi era stata alcuna ricrescita.

Questo ha fatto pensare ai ricercatori che vi è una sorta di processo comunicativo tra le cellule T regolatorie e le cellule staminali del follicolo pilifero, che potrebbero incoraggiare la rigenerazione dei capelli. Indagando il comportamento dei linfociti T regolatori e dei recettori dei glucocorticoidi, gli studiosi sono giunti alla conclusione che quest’ultimi istruiscono le cellule T ad iniziare il processo di attivazione del follicolo pilifero, la quale stimola la crescita di capelli.