500 milioni portati via a personaggi famosi, Massimo muore ad un giorno dal processo

0
112
Fonti ed evidenze: Ansa, Messaggero

E’ morto ad un giorno dall’inizio del processo Massimo Bochicchio l’uomo accusato di aver truffato centinaia di personaggi famosi. La famiglia non crede alla pista del suicidio.

Massimo Bochicchio era un nome conosciuto negli ambienti vip. Era un broker di una certa fama che gestiva centinaia di milioni di euro. Accusato di truffa è morto ad un giorno dall’inizio del processo. Più che un incidente sembrerebbe un suicidio ma la famiglia sospetta ci sia ben altro dietro.

ANSA / Massimo Percossi

E’ giallo intorno all’incidente in cui il 19 giugno ha perso la vita Massimo Bochicchio, meglio noto come il broker dei vip. Tra i suoi clienti personaggi del calibro di Antonio Conte e Marcello Lippi. Bochicchio – accusato di abusiva attività finanziaria e riciclaggio internazionale per aver raccolto oltre 500milioni di euro senza averne titolo sottraendoli ai suoi clienti famosi – si è schiantato con la moto lungo la via Salaria, a Roma. Il cadavere è stato trovato completamente carbonizzato risultando irriconoscibile persino ai familiari. Il 56enne si sarebbe dovuto presentare di fronte ai giudici lunedì 20 giugno, esattamente il giorno seguente alla sua morte.

Gli inquirenti non escludono la pista del suicidio visto dove e come la moto è andata a schiantarsi. Chi esclude in toto questa ipotesi è, invece il cognato di Bochicchio,Claudio Iacomelli. Massimo si trovava agli arresti domiciliari in attesa dell’inizio del processo. Beneficiava di un permesso giornaliero che gli consentiva di uscire dalla propria abitazione. Iacomelli ha spiegato che né lui né sua sorella – la moglie della vittima – sapevano dove stesse andando nel momento in cui c’è stato lo schianto in moto: “Stava rientrando a Roma eppure non aveva appuntamenti. Sapeva portare le moto, probabilmente ha preso fuoco dopo l’impatto ma sulla strada non ci sono segni di frenata, forse ha avuto un malore o qualcuno l’ha stretto». Il cognato teme che Bochicchio possa essersi sentito male mentre era alla guida del mezzo e per questo potrebbe aver perso il controllo essersi schiantato e. Dopo la moto avrebbe preso fuoco. Qualcuno ha ipotizzato che l’uomo abbia preferito farla finita piuttosto che affrontare un processo e perdere tutto. Nonostante le indagini e gli arresti domiciliari, infatti, il 56enne continuava a vivere con la moglie e le due figlie adolescenti in una casa in uno dei quartieri più esclusivi della Capitale.  Ma il cognato lo esclude categoricamente: “Era teso ma anche ottimista, credeva che si sarebbe risolto tutto e avrebbe ricominciato con la sua vita. Mia sorella mi diceva che aveva alcuni malori, sentiva freddo all’improvviso. No, non si è suicidato avrebbe scelto un altro modo se avesse voluto farla finita. Ti butti dal quarto piano ma non ti schianti contro un muro”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui