Mal di testa fortissimo, per i medici non è nulla: Irene torna a casa, muore a 21 anni

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Fonti ed evidenze: Today, Resto del Carlino

Una ragazza di 21 anni, sana e sportiva, è morta senza una spiegazione. Lamentava un mal di testa fortissimo da giorni ma per i medici non aveva nulla.

Irene Montruccoli aveva appena 21 anni: una giovane vita poco più che all’inizio. Era sana, sportiva: cintura nera di karate e appassionata di moto cross. All’improvviso un mal di testa. Poi il finale tragico.

 

La ragazza da una settimana accusava un fortissimo mal di testa che le rendeva impossibile, addirittura, stare al telefono. Domenica 22 maggio, nel pomeriggio, è deceduta all’Ospedale Maggiore di Parma: una malore improvviso, hanno detto i medici che, ancora, non riescono a trovare una spiegazione alla morte della 21enne.  Qualche giorno prima della morte, Irene si era recata al Pronto soccorso dove era stata curata con una terapia endovenosa. Il giorno dopo però il mal di testa si era ripresentato ancora più forte. La giovane era tornata al nosocomio emiliano dove era stata sottoposta ad una Tac i cui risultati non avevano fatto emergere nulla. Nelle ore successive, però, il dolore alla testa aveva continuato ad aumentare al punto che Irene era stata costretta a restare in camera, sul letto e al buio, impossibilitata ad utilizzare il cellulare per sentire il fidanzato, che per altro stava lavorando in Polonia. Da lì in posi la situazione è precipitata: Irene ha perso i sensi, immediato l’arrivo dei soccorsi, trasporto in eliosoccorso all’ospedale di Parma. A nulla sono serviti i tentativi di salvarla: il suo giovane cuore ha smesso di battere poco dopo essere arrivata in ospedale. Sarà l’autopsia a dover chiarire l’esatta causa del malore che ha condotto al decesso della giovane donna. 

Per il momento l’Ausl non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’esito della Tac eseguita sul cervello della ragazza. La Procura ha già aperto un fascicolo per omicidio colposo. In base all’esito dell’autopsia gli inquirenti, decideranno se l’ipotesi di reato formulata finora in modo provvisorio, solo ai fini di consentire l’accertamento sul cadavere, ovvero omicidio colposo, possa effettivamente essere configurata, dando luogo anche all’iscrizione di indagati. Da fonti vicino alla famiglia è stato dichiarato che gli organi di Irene sono stati espiantati, come avvenuto per la 18enne genovese Camilla Canepa, morta al policlinico San Martino dopo la somministrazione del vaccino anti Covid di Astrazeneca.

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