Bergamo, annega la compagna ma non vuole andare in carcere. E i legali trovano il modo per accontentarlo

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Giorno

Nuovi risvolti sul caso di Fara Gera d’Adda. La procura ha richiesto una perizia psichiatrica per Carlo Fumagalli, accusato di aver ucciso la moglie Romina Vento.

La Procura di Bergamo ha chiesto una perizia psichiatrica per il 49enne Carlo Fumagalli, in carcere con l’accusa di aver ucciso volontariamente lo scorso 19 aprile la convivente, la 44enne Romina Vento.


ANSA/ PER GENTILE CONNCESIONE DE L’ECO

 Il pm di Bergamo Carmen Santoro martedì 10 maggio ha conferito stamattina un incarico allo psichiatra bresciano Giacomo Filippini per sottoporre l’operaio 49enne agli accertamenti necessari. Si sospetta, infatti, che l’uomo non fosse pienamente capace d’intendere e volere quando si è lanciato nell’Adda con l’auto con a bordo Romina, lasciando poi annegare quest’ultima.  Il consulente della Procura di Bergamo dovrà stabilire se l’uomo era nel pieno delle sue facoltà mentali al momento dell’omicidio. Da quanto emerso, infatti, dalla fine della scorsa estate Carlo Fumagalli era in preda a disagi psichici ed era sottoposto a una terapia psichiatrica. Non si sa per quale ragione ma l’uomo aveva interrotto la terapia farmacologica cinque settimane prima dell’omicidio della sua compagna. E’ emerso, inoltre, che Romina Vento voleva lasciare Carlo Fumagalli proprio a causa delle sue ossessioni di natura psichica che, evidentemente, erano diventate soffocanti anche per lei. L’uomo, a quanto pare, non l’aveva presa bene e non si era rassegnato alla fine della sua storia con la vittima. Questo potrebbe essere stato il movente dell’omicidio. Se Carlo Fumagalli venisse assolto o, addirittura, non processato, non sarebbe il primo caso di questo tipo. Qualche mese fa l’81enne di Brescia Antonio Gozzini venne assolto dai giudici per l’omicidio della compagna Cristina Maioli. I giudici ritennero che Gozzini, quando uccise la compagna, fosse in preda ad un raptus di gelosia e, pertanto, non potesse essere ritenuto colpevole. Anzi: secondo la sentenza era lui stesso, in un certo senso, vittima.

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