Napoli, giovane madre pugnalata 13 volte, il figlio di 4 anni dorme nella stanza accanto

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Fonti ed evidenze: FanPage, SkyTg24

Pinotto Iacomino è stato condannato all’ergastolo per la morte dell’ex compagna Ornella Pinto, uccisa con 13 coltellate a Napoli, marzo 2021.

La Corte di Assise di Napoli, ha condannato all’ergastolo Pinotto Iacomino, l’uomo accusato di avere ucciso la sua ex compagna, Ornella Pinto, insegnante di sostegno di 40 anni, mentre il loro bambino di 4 anni dormiva nella stanza accanto. La tragedia risale al 13 marzo 2021 a Napoli. Lo scorso 3 maggio, al termine della sua requisitoria il sostituto procuratore di Napoli Fabio De Cristofaro, aveva chiesto la massima pena per l’imputato.

Pinotto Iacomino condannato all’ergastolo ANSA/UFFICIO STAMPA CARABINIERI TERNI

L’Omicidio

Il brutale omicidio risale all’alba del 13 marzo 2021. Secondo la ricostruzione Iacomino aveva raggiunto in piena notte l’abitazione dove fino a poco prima aveva convissuto con la moglie, nel quartiere napoletano di San Carlo all’Arena. In seguito ha accoltellato nel sonno la donna. Ornella aveva manifestato l’intenzione di lasciare il compagno e secondo gli inquirenti proprio questo aveva scatenato la furia dell’uomo. Il 43enne aveva parlato di un raptus, riconoscendosi responsabile dell’assassinio ma spiegando di avere agito durante una discussione. Secondo gli inquirenti, invece, Iacomino si era presentato già armato di coltello.

Ornella Pinto

La sentenza 

La sentenza è giunta al termine della camera di consiglio, iniziata poco prima delle 15, subito dopo l’arringa difensiva dell’avvocato Mario Terracciano, legale di Iacomino, durata quattro ore e mezza e conclusa con la consegna ai giudici di una memoria di oltre 114 pagine, incentrata sull’insussistenza delle tre aggravanti contestate: la stabile convivenza, la premeditazione e la particolare crudeltà dell’atto  – furono 13 le coltellate inferte dall’uomo. Dopo la sentenza le sorelle di Ornella, entrambe presenti in aula insieme con i rispettivi mariti, al momento della lettura del verdetto, sono scoppiate in lacrime: È stata riconosciuta l’efferatezza del crimine perpetrato innanzi al bambino”. Alla fine dello scorso aprile a Pinotto Iacomino è stato notificato un sequestro conservativo dei suoi beni, disposto, malgrado la sua volontà, al bimbo, alle sorelle e ai genitori della vittima. “Una disponibilità che c’è stata fino dal primo giorno del processo, ha aggiunto il legale, ma davanti alla quale è stato sempre opposto un rifiuto”.

 

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