Uccide a martellate il padre della sua ragazza. E trascorre la notte con la figlia

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera

Un omicidio a cui si aggiunge un duplice tradimento. Un uomo di 56 anni ammazzato a martellate. In cuor suo temeva per le sue figlie.

Anselmo Campa aveva 56 anni e due figlie adolescenti a cui era legatissimo. Poco prima di morire, come avesse avuto un presagio, era andato dal suo legale, l’avvocato Giorgio Tramacere per assicurarsi che, in caso gli fosse capitato qualcosa, le due ragazze non avrebbero avuto problemi. Forse il 56enne, in cuor suo, sapeva che stava per succedergli qualcosa di tremendo.

ANSA/FABIO CONTI/ARCHIVIO

E così è stato. Due giorni dopo l’incontro con l’avvocato, Anselmo è stato ucciso a martellate. Per il suo omicidio è finito in manette il 22enne Hamedi El Makkauoi, detto Luca. Il giovane non era un ladro sorpreso a rubare dentro casa. No. Luca in casa era stato accolto come un figlio, era sempre entrato dalla porta principale. Luca, infatti, era il fidanzato di Federica, la figlia maggiore di Anselmo Campa. La ragazza ora è doppiamente sconvolta: alla morte improvvisa del padre si aggiunge il tradimento del fidanzato. Hamedi – Luca – era come un figlio per Anselmo. Il 22enne non ha esitato a fingere fino all’ultimo. Infatti, dopo aver ammazzato il papà di Federica, come nulla fosse le è stato vicino, ha anche passato la notte con lei. Sara – ex moglie di Anselmo e mamma di Federica – appresa la disgrazia aveva subito telefonato a Luca che aveva finto stupore, sembrava disperato. Dopo la chiamata, era subito accorso per starle vicino, e quando Federica ha fatto ritorno dall’Egitto, è andato lui a prenderla in aeroporto, a Milano. Quella notte, avevano dormito insieme a casa di Sara, le era stato al fianco come se niente fosse. Federica non nutriva il minimo sospetto sul fidanzato, infatti a chiunque le chiedesse lei rispondeva che su Luca metteva la mano sul fuoco. Eppure un indizio c’era: un martello che mancava da casa di Anselmo Campa. Federica aveva parlato con lui del martello, l’arma del delitto. Gli inquirenti le avevano fatto alcune domande, perché mancava dall’appartamento del padre. Ma lei se lo ricordava lì. Prima di partire per Sharm, il 27 marzo, Hamedi aveva aiutato Campa a montare le tende alle finestre, la ragazza era convinta che lo avesse utilizzato per fissarle. Tornata a casa aveva chiesto ad Hamedi ma lui aveva la bugia già pronta in tasca: «No, avevo usato il batticarne» – le ultime parole del 22enne prima di andare in caserma ed essere fermato. Di fronte ai Carabinieri ha ceduto e ha confessato.

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