Umberto, disoccupato, viveva in una casa popolare. Resta schiacciato mentre tenta di rubare dell’acqua nel retro di un supermercato

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Resto del Carlino

Tragedia nel giorno di Pasquetta per Umberto Sorrentino e la sua famiglia. L’uomo ha tentato un furto ma a rimetterci è stato lui che ha perso la vita.

Umberto Sorrentino aveva 47 anni. E’ morto nel giorno di Pasquetta. Una morte sicuramente evitabile e su cui, nei giorni scorsi, non si sono risparmiati commenti, anche molto feroci.

ANSA/FRANCO LANNINO-MICHELE NACCARI/ARCHIVIO

Sui social alcuni si sono scatenati scrivendo che l’uomo se l’è cercata. Altri hanno usato la fantasia con battute del tipo: “L’ennesima morte sul lavoro” o ancora “Altissima, purissima, Levissima“. Infatti Umberto è morto schiacciato da un bancale di casse d’acqua minerale che stava tentando di portare via dal supermercato Conad di Cattolica, a Rimini. Frasi corredate da faccine sorridenti e pollici alzati che hanno suscitato lo sdegno del vice sindaco di Rimini, Chiara Bellini. La donna, a codeste battute sarcastiche ma decisamente non divertenti, ha risposto con una lunga riflessione sulla perdita di pietà da parte della società. Bellini ha scritto: “Un dramma che, invece di destare pietà e compassione, ha scatenato il peggio da alcune persone che dietro la tastiera si sono sentite libere di poter  dar fondo ad un registro spietato di volgarità, disumanità e violenze verbali di ogni tipo. Davanti a una persona morta“. Il vice sindaco ha proseguito con un pensiero di più ampio respiro sull’individualismo che, a suo dire, è diventato imperante nel nostro Paese: “La pietà, o la compassione si sono tramutate in una ricerca ossessiva dello ‘star bene da soli’, senza gli altri, anzi, contro gli altri. Contro questo odio è  sempre più necessario uno sforzo di autentica resistenza, non solo per sradicare modelli culturali violenti, ma anche per dare rispetto alla vita umana e un senso al sentirsi e percepirsi come comunità…”. Nel frattempo è intervenuta anche la madre della vittima, la signora Maria Rosaria Cimmino. La donna ha specificato che il figlio non era un criminale ma un uomo con alle spalle una vita molto difficile segnata da bullismo subito in età giovanile e poi dipendenze da alcol e droga. Umberto – stando a quanto sostenuto dalla madre – soffriva di gravi problemi psichici. Il 6 aprile il giudice aveva disposto, infatti, che venisse collocato in una struttura apposita per chi ha disturbi mentali. Non è il primo caso di ladro “sfortunato”. Qualche mese fa, a Brescia, un 45enne di origine tunisina fu colto da un malore mentre stava fuggendo dopo aver rubato uno smartphone e un portafogli. Incredibilmente il ladro fu soccorso proprio dall’uomo che aveva appena scippato.

 

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