“Cantava, per questo l’ho uccisa”, dice il 23enne che a Monza ha ucciso la madre a calci

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Fonti ed evidenze: Giorno, Messaggero

Davide Garzia, il 23enne di Monza che ha ucciso la madre, ha spiegato agli inquirenti cosa lo ha portato a commettere il folle gesto. Tutto sarebbe scattato per una canzone.

Mercoledì 20 aprile, intorno all’ora di pranzo, in un appartamento di Aicurzio, un piccolo paese in provincia di Monza, il 23enne Davide Garzia ha ucciso di botte la madre, la 58enne Fabiola Colnaghi. Un gesto che ha scosso familiari, amici, conoscenti. Tutto la comunità conosce Davide in dall’infanzia e nessuno avrebbe mai immaginato.

Eppure, dal suo racconto agli inquirenti, emerge un quadro patologico abbastanza lampante. Davide – che ha chiamato i Carabinieri subito dopo aver ammazzato Fabiola e ha confessato subito – ha dichiarato al pubblico ministero: “Io soffrivo , dentro avevo l’inferno quando ho sentito mia madre canticchiare non ci ho visto più. L’ho colpita. Non si occupava del mio dolore”. Un dolore che andava avanti da anni, dal diploma all’incirca. Davide Garzia aveva conseguito la maturità quattro anni fa all’istituto Einstein di Vimercate. Avrebbe potuto trovare facilmente lavoro in Brianza grazie a quel diploma ma lui aveva preferito rinchiudersi nella sua camera da cui usciva sempre più raramente. Agli inquirenti ha detto che leggeva libri di filosofia per intere giornate.

Rimasto orfano di padre all’età di 8 anni, il giovane aveva diradato progressivamente i rapporti con i fratelli maggiori, ormai tutti realizzati professionalmente e fuori di casa. A suo dire tutti erano colpevoli di trascurarlo. Non un amico, non una fidanzata, non usava nemmeno i social per comunicare con l’esterno.  Viveva con la madre e il nuovo compagno della donna ma dentro di sé un male oscuro lo tormentava. Un male che mercoledì mattina è esploso:  L’ho presa a calci quando era già per terra. Aveva sbattuto contro un armadio dopo un pugno in faccia. Sono andato in bagno ho preso il primo flacone che ho trovato, era candeggina, gliel’ho rovesciata addosso. Poi le ho tagliato i capelli, ho cercato una penna e le ho scritto una parolaccia sulla gamba”. Il 23enne non solo si è accanito sul corpo della madre ancora in vita picchiandola fino ad ucciderla. Anche una volta morta non ha avuto pietà del cadavere del genitore scrivendole addosso e rovesciandole sopra la candeggina, come per scioglierla, per distruggerla e cancellarla. Magrissimo e ancora sconvolto, Davide Garzia sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Per il momento non è ancora riuscito a versare nemmeno una lacrima per la morte di Fabiola.

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