Troppe botte, il figlio muore: chiesta la perizia psichiatrica per Letizia, la madre

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Giornale

Emergono nuovi elementi sulla morte di Evan Lo Piccolo, il bambino di 2 anni deceduto a seguito delle violente percosse ricevute.

Il 17 agosto 2020 all’ospedale di Modica – Siracusa – moriva Evan Lo Piccolo. Il bambino aveva solo due anni. Quando arrivò nel nosocomio siculo era già in condizioni disperate: aveva costole rotte, una frattura allo sterno oltre ad altre lesioni pregresse. Secondo il referto medico legale, Evan sarebbe morto per un arresto cardiocircolatorio dovuto a una forma di broncopolmonite collegata a ripetute lesioni e a maltrattamenti. A infliggere al bambino le ripetute violenze sarebbero stati la madre, la 24enne Letizia Spatola e il compagno della donna, il 31enne Salvatore Blanco.  A distanza di quasi due anni, il processo ancora prosegue. Nelle ultime ore l’avvocato della madre della vittima – rinviata a giudizio e attualmente agli arresti domiciliari, con l’accusa di omicidio – ha richiesto la perizia psichiatrica della donna. Richiesta che era stata già avanzata anche per il compagno, Salvatore Blanco, anche lui sul banco degli imputati, accusato di avere picchiato Evan ripetutamente: lui, però, è già stato dichiarato capace di intendere e volere.

Davanti ai giudici della Corte d’Assise sono stati ascoltati  due nuovi testimoni, che potrebbero rappresentare una chiave di svolta nella vicenda: il pediatra che ha avuto in cura Evan e l’assistente sociale. Queste due figure sono state  chiamate per spiegare alcune contraddizioni riscontrate nel corso del procedimento. In particolare, l’assistente sociale è stata chiamata a rispondere sul perché, anche se la Procura le aveva chiesto già a dicembre 2019 di controllare Letizia e il figlio, non ci è andata fino a febbraio 2020 e poi non è tornata prima di inizio agosto, quando è rimasta solo sei minuti in quella casa. La professionista aveva addirittura descritto quella famiglia come una famiglia felice, inducendo, così,  i Carabinieri a non proseguire oltre con le indagini. Anche il pediatra che ha visitato più volte il bambino è stato chiamato a fornire delle risposte, in quanto il piccolo aveva rimediato fratture, lividi, ferite. Il medico ha sostenuto di avere portato i certificati della rottura del femore agli assistenti sociali, ma questi documenti mancherebbero. La prossima udienza in Tribunale è stata fissata per l’11 febbraio.

 

 

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