Camilla, i medici dell’ospedale di Genova, sapevano dei rischi di Astrazeneca ma hanno taciuto

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Corriere della Sera, Giornale

Emergono nuovi elementi sulla morte di Camilla Canepa, la 18enne genovese morta a seguito della vaccinazione con Astrazeneca.

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 143.898 unità. Da ieri 378 morti e 181.594 guariti. I casi attualmente positivi scendono a 2.668.828, -37.625 rispetto a ieri. I ricoverati diminuiscono di 57 unità e anche in terapia intensiva -15 assistiti da ieri.

Camilla Canepa: i medici sapevano di Astrazeneca ma hanno taciuto

Sono passati più di sei mesi dal decesso della giovanissima Camilla Canepa, la 18enne genovese morta in seguito alla prima inoculazione del vaccino anti Covid di Astrazeneca. La ragazza era stata vaccinata nel corso di uno dei tanti open day volti a promuovere le vaccinazioni. In un primo momento Camilla fu ricoverata presso l’ospedale di Lavagna, sulla costa ligure. Nel corso delle recenti audizioni ai medici del nosocomio in questione, è emerso un elemento importante: i medici dell’ospedale di Lavagna sapevano che la 18enne aveva fatto Astrazeneca. Eppure nelle cartelle cliniche questo particolare era stato omesso. Perché? I genitori della ragazza hanno spiegato che al momento del primo accesso in ospedale era stata data questa informazione al personale sanitario. Inoltre, dalle indagini è emerso che Camilla inviò un messaggio sul cellulare a un amico informandolo che era trattenuta nella struttura ospedaliera proprio a causa del vaccino. Ma nella cartella clinica della giovane nessuna menzione di Astrazeneca. La mancata indicazione della vaccinazione potrebbe rappresentare un dettaglio molto importante, se non addirittura cruciale.

Camilla aveva ricevuto la somministrazione del vaccino il 25 maggio. Una settimana dopo, il 3 giugno, si era recata all’ospedale di Lavagna a causa di un fortissimo mal di testa accompagnato da fotosensibilità. Il giorno seguente la ragazza era stata dimessa dopo essere stata sottoposta a una tac fatta senza mezzo di contrasto, nonostante le piastrine fossero in forte calo. Il 5 giugno la 18enne era tornata in ospedale in condizioni ormai disperate per una trombosi al seno cavernoso. I medici avevano quindi deciso di trasferire la paziente al policlinico San Martino di Genova ,quello in cui lavora il professor Matteo Bassetti. Qui l’adolescente  era stata operata alla testa. Ma ogni tentativo fu vano: Camilla morì il 10 giugno.  La vaccinazione fu segnalata solo la seconda volta che la ragazza si recò in ospedale a Lavagna sebbene il particolare fosse stato comunicato fin dalla prima volta. A maggio vi erano state già le prime linee guida sulle reazioni avverse al farmaco e anche quelle per diagnosticare la Vitt, ovvero la sindrome da vaccino. Queste indicazioni prevedevano, tra i vari accertamenti, anche di procedere con una tac con liquido di contrasto, che alla giovane non fu fatta. I medici, ora, dovranno chiarire tutto questo anche se nulla potrà mai restituire Camilla alla sua famiglia.