Malata oncologica deve imbarcarsi per essere operata di cancro: non la fanno partite, è senza Green Pass

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Today

Negato l’imbarco ad una malata oncologica perché sprovvista di Super Green Pass.

Getty Images/Milos Bicansky

Le leggi sono uguali per tutti e devono essere rispettate da tutti. Questo è certo. La salute delle persone, però, è prioritaria. Specialmente quando di mezzo ci sono patologie gravi come le neoplasie. Eppure, ad una donna cagliaritana in partenza verso l’Ospedale Gemelli di Roma, dove si sarebbe dovuta operare per un tumore, è stato negato l’imbarco al porto di Olbia. La motivazione? La signora, aveva ricevuto solo la prima dose di vaccino tre giorni prima e, pertanto, era sprovvista del Super Green Pass. A nulla è servito mostrare il certificato del proprio medico che spiegava la situazione né l’esito negativo di un tampone rapido eseguito la mattina stessa: nonostante la donna risultasse negativa al Covid, non è stata fatta salire sul traghetto verso Civitavecchia. Mentre sono stati fatti salire tutti i passeggeri vaccinati che, magari, potevano anche essere positivi al virus senza saperlo.

La donna è stata quindi costretta a saltare l’intervento. Il marito, scioccato, ha raccontato: “Mia moglie doveva subire un intervento urgente mercoledì 12 gennaio al Gemelli di Roma, perché affetta da tumore. Avendo noi fatto il vaccino il 7 gennaio, e non essendo dunque ancora trascorsi i 15 giorni per l’arrivo della certificazione verde, abbiamo ottenuto dal nostro medico un certificato che attestava come io e lei, io come accompagnatore perché lei è invalida al 100%, potessimo partire. Per sicurezza avevamo fatto anche il tampone.Questa è discriminazione, siamo in un apartheid”. Ha aggiunto, anche, che la moglie disperata ha fatto tutto il viaggio di ritorno verso casa in lacrime. 

Ora la coppia ha deciso di rivolgersi all’Anas, l’Associazione Nazionale Azione Sociale. Il marito della malata ha spiegato che chi vive in Sardegna deve per forza prendere traghetti o aerei per raggiungere il resto dell’Italia e, dunque, è doppiamente discriminato. La donna e il marito non potranno partire per Roma fino al 4 febbraio, giorno in cui entrambi riceveranno la seconda dose di vaccino. Tuttavia parliamo di una persona affetta da una neoplasia, una malattia in grado di aggravarsi in tempi molto rapidi talvolta. “Stiamo vivendo in un regime, non è accettabile. In questi momenti, vedendo mia moglie così, mi vergogno di essere italiano” – ha concluso il marito. Pochi giorni fa, sempre in Sardegna, a Sassari, una ragazza alla quinta settimana di gravidanza è stata respinta dal Pronto Soccorso in quanto non  aveva fatto il tampone molecolare: la giovane, che era andata lì perché aveva delle perdite sospette, ha avuto un aborto spontaneo dopo mezz’ora.