Condotta spietata, e Antonio Ciontoli in carcere a Regina Coeli, subisce le ultime conseguenze

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Fonti ed evidenze: Gazzetta, Fanpage

Antonio Ciontoli, raggiunto da un altro provvedimento in carcere. Una decisione umiliante, a causa della sua condotta spietata.

Era Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana dal 2008. Ma oggi la Cassazione ha deciso che Antonio Ciontoli non è più degno di tale onorificenza e gli è stata revocata. Un’altra brutta notizia, dunque, per la famiglia Ciontoli che ha trascorso la prima estate in carcere. L’omicidio di Marco Vannini è stato uno di quei casi che ha maggiormente scosso l’opinione pubblica e il cui verdetto arrivò a distanza di anni.  Alla fine la Cassazione  ha condannato Antonio Ciontoli a 14 anni di reclusione mentre la moglie  Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina – quest’ultima fidanzata della vittima – a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario. Secondo i giudici la condotta di Ciontoli fu spietata. Infatti dopo aver esploso il colpo fatale per Marco, cercò in tutti i modi di nascondere il suo gesto criminale. Dopo il ferimento di Marco infatti Antonio Ciontoli tardò a chiamare i soccorsi che arrivarono in ritardo, quando ormai per Marco non c’era più nulla da fare.

In virtù, dunque della condanna e della condotta spietata verso il ventenne – definito fino all’ultimo come “uno di famiglia” – la Cassazione ha stabilito la revoca dell’onorificenza conferita a Ciontoli dall’allora capo del Quirinale Giorgio Napolitano. Nella nota si legge: “Su disposizione del cancelliere dell’Ordine, si comunica che il signor Antonio Ciontoli, in seguito alla sentenza di condanna ad anni quattordici di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per omicidio volontario con dolo eventuale, emessa dalla Corte d’assise di appello di Roma in data 30 settembre 2020 e confermata dalla Suprema Corte di Cassazione in data 3 maggio 2021, è stato privato, ai sensi dell’art. 28 del codice penale e dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1952, n. 458, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine ‘Al merito della Repubblica italiana’, conferitagli con decreto del Presidente della Repubblica in data 27 dicembre 2008″.

Ma Antonio non è l’unico a pagare le conseguenze di quella tremenda notte del 2015 in cui marco perse la vita. Se per lui, rinchiuso a Regina Coeli, la vita non è facile, lo è ancor meno per la giovane Martina Ciontoli che, con la madre, si trova, invece, nel carcere di Rebibbia. la ragazza, a quanto pare, avrebbe perso molto peso negli ultimi mesi. Il suo bel viso ora appare scavato e lo sguardo sempre perso nel vuoto. Fonti certe hanno rivelato che Martina, come in preda ad un’ossessione, ripeterebbe continuamente: “Quando usciamo? Voglio andare via da qui”. Mentre la madre, Maria Pezzillo, insisterebbe: “E’ un’ingiustizia Noi non volevamo la morte di Marco”. I familiari di Ciontoli, insomma, non avrebbero ancora accettato la sentenza definitiva che li vede condannati ad oltre 9 anni di reclusione. Poco prima della sentenza della Cassazione, la giovane Martina, in una lettera inviata ad alcune tra le maggiori testate giornalistiche, aveva scritto: “Non ho mai davvero pensato al carcere neanche di fronte alla consapevolezza della verità. Mi rendo conto che, fra poco, forse, dovrò confrontarmi con questa possibilità… A volte mi sembra di non poter comprendere io stessa l’inferno che ho vissuto, non aver potuto piangere la perdita di marco inseme a Marina e Valerio che per me erano come una famiglia ma ormai all’idea di un mio abbraccio inorridiscono”. Ma, evidentemente, con questa nuova realtà Martina a farci i conti ancora non ci riesce

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