Pio Albergo Trivulzio travolto dalle accuse di Gad Lerner. Non ci furono reati, dicono ora i PM

0
68
Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Repubblica

Si va nella direzione dell’archiviazione per quanto riguarda gli ospiti del Pio Albergo Trivulzio morti con il Covid. Ma non tutti sono convinti di questa strada.

Getty Immages/Miguel Medina

Sembra giunta al capolinea l’inchiesta sugli anziani morti con il Covid all’interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano. La struttura fu travolta dallo scandalo anche in seguito alla denuncia, dalle pagine di Repubblica e su Twitter, del giornalista Gad Lerner il quale raccontava che all’interno della rinomata residenza per anziani – una delle più famose d’Italia, tra l’altro – il personale non rispettava le norme anti Covid e, pertanto, metteva a rischio la vita degli ospiti. Il giornalista arrivò a definirla “un’epidemia insabbiata“. Ma la Procura del capoluogo lombardo – con grande soddisfazione del governatore Attilio Fontana che ha definito la questione “una speculazione” – vuole archiviare l’inchiesta per epidemia colposa e omicidio colposo in relazione alle morti e ai contagi avvenuti tra gli ospiti del Pat. I giudici ritengono che, all’epoca degli eventi, le conoscenze sul Covid erano praticamente nulle o, comunque, molto limitate anche da parte degli stessi medici e operatori sanitari. Pertanto, secondo la Procura milanese, non si possono attribuire responsabilità sulla base di conoscenze e regole individuate in un secondo momento.«Siamo amareggiati», si sono limitati a commentare i familiari delle vittime per i quali l’archiviazione eluderebbe la loro domanda di andare fino in fondo e capire la verità.

La preoccupazione e l’allarme, nel 2020, erano tali da indurre anche il Ministero della Sanità ad indagare sul Pat. Lerner – che fu tra i primi a puntare il dito contro il Trivulzio – fu zittito a stretto giro dall’ex assessore alla Sanità di Regione Lombardia Giulio Gallera e dalla stessa struttura: i numeri dei decessi tra gli anziani ospiti erano pressocchè uguali a quelli del 2019 e in linea con quelli delle altre Rsa. Eppure la denuncia di Gad Lerner non passò inosservata. Il 10 aprile 2020 venne aperto un a seguito delle denunce dei parenti degli anziani morti e dei sanitari che sostenevano di essersi ammalati al lavoro. Quattro giorni dopo la Guardia di Finanza perquisiva gli uffici del Pat sequestrando le cartelle cliniche di 396 pazienti di cui 27 morti di Covid e 76 probabilmente per l’infezione di 42 i lavoratori risultati positivi. Ma oggi i pm dicono che questi numeri sono nella media delle altre Rsa. Le indagini e la consulenza degli esperti nominati dalla Procura hanno accertato che, nel periodo che va da gennaio agli inizi di aprile 2020, al Trivulzio ci sono state certamente delle criticità nella gestione della pandemia a  partire da una certa sottovalutazione iniziale del rischio da parte della dirigenza.  Secondo la Procura, i dirigenti della struttura vietarono, in un primo tempo, ai sanitari l’uso delle poche mascherine a disposizione per non allarmare gli anziani. Inoltre fino agli inizi di aprile 2020 i pochi tamponi a disposizione venivano fatti solo ai pazienti con sintomi. Questo ha impedito di tracciare i contagi e di individuare eventuali responsabilità personali. E – secondo i pm – neppure si può parlare di un’errata terapia sui pazienti, visto che a tutt’oggi non esiste una cura certa per la malattia. Infatti anche dopo due dosi di vaccino si può comunque contrarre il Covid e, in alcuni casi, anche morire.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui