Torna puntuale, in Italia, il dibattitto tra i “fascisti” e i “non fascisti” anche alla luce dei fatti di sabato accaduti a Roma durante la protesta dei “No Green Pass”.

Che Tempo Che Fa/Facebook/Clara Mammana

I fatti accaduti durante la protesta hanno indotto a rispolverare l’ ancestrale dibattito tra neofascisti e non, anche a seguito dell’ attacco alle forze dell’ ordine e alla sede della Cgil da parte di Forza Nuova i cui leader Fiore e Castellino, sono stati arrestati. E’ arrivata immediata la solidarietà al sindacato da parte di tutti i partiti, compresa quella di Giorgia Meloni, oggi nel mirino del dibattito politico circa il radicamento del suo partito a valori “nostalgici”. La Sinistra, accusa da una pare la leader di FdI di essere troppo ambigua nel prendere le distanze da certi atteggiamenti ispirati al ventennio, dall’ altra la Meloni ha dichiarato, in una intervista al Corriere della Sera, che nel suo partito “Non c’ è spazio per I nostalgici del Fascismo che la Sinistra da sempre usa come utili idioti.

Ciò non è sufficiente a placare i sospetti dei più scettici circa la reale collocazione della leader di FdI. Infatti, Durante un’ ospitata sul La7 nel programma Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber, Gad Lerner, ha inteso esprimere il suo giudizio su Giorgia Meloni, oggi alla guida del primo partito d’ Italia. Lo fa partendo dall’ analisi di quanto scritto nel suo libro autobiografico “Io sono Giorgia”, in cui la donna afferma che “il bipolarismo dei prossimi anni in Italia vedrà da una parte il Partito Democratico, partito collaborazionista delle ingerenze straniere, e dall’ altra Fratelli d’ Italia, il movimento dei patrioti“. Ebbene da questa frase, Lerner arriva a sostenere che tale modo di pensare inneggia all’ antichissimo schema di chi inneggiava alla libertà, così come faceva il tumultuoso Mussolini prima del ’22: “per affermare che io rappresento il popolo sovrano, il popolo depredato, i miei avversi, invece sono subdoli strumenti del grande burattinaio straniero che ci vuole opprimere.”

Dunque, per il giornalista, la Meloni starebbe utilizzando i toni sovversivi di un Benito Mussolini prima della “marcia su Roma”. Ha poi aggiunto: Questa è la dialettica che fa paura, è la radice culturale che ha molto a che fare con il fascismo del passato ma che oggi è riproposta negli Stati Uniti, in Ungheria, in Polonia. Circa queste dichiarazioni si è espresso, in modo del tutto inaspettato, Carlo Calenda, leader di Azione il quale ha dichiarato in un tweet: “Stiamo perdendo il senso dei fatti e della Storia. Condannare le alleanze internazionali di FdI e le violenze di Forza Nuova è doveroso, paragonare la Meloni al capo dello squadrismo italiano responsabile di decine di morti nel biennio rosso è follia, ignoranza e irresponsabilità”.

Intanto il Partito Democratico ha fatto sapere che porterà al Senato una mozione avente ad oggetto lo scioglimento di Forza Nuova e dei partiti neofascisti, anche se sono consapevoli che la mozione non è sufficiente per raggiungere il risultato. Infatti, questa costituisce un mero atto di indirizzo al Governo da parte del Senato e non un atto vincolante. Secondo la legge Scelba del 1952 vi sono due unici modi per sciogliere un partito: o tramite una sentenza, anche se non ancora passata in giudicato, o tramite un decreto del Governo giustificato da straordinaria necessità ed urgenza. I fatti e le violenze di sabato potrebbero ben giustificare un decreto da parte del Governo che invece ha lasciato prediligere per la via della mozione.

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