Bari, l’addetto alle pulizie alla figlia “Oggi ho ucciso un’anziana e portato via 1500 euro”

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Fonti ed evidenze: TgCom24, SkyTg24

Uccide a coltellate una 81enne nel palazzo dove lavora come addetto alle pulizie, poi confessa tutto alla polizia.

Si torna a parlare della morte di una anziana con la storia di Saverio Mesecorto 51enne di Bari, che ha confessato agli inquirenti di aver ucciso con 8 coltellate una signora che viveva nel palazzo dove lavorava; la donna Anna Lucia Lupelli, 81 anni, è stata trovata dagli inquirenti riversa sul pavimento della sua abitazione, in cucina la tavola ancora apparecchiata e il pranzo carbonizzato sui fornelli. Dalle prime ricostruzioni l’uomo, con la scusa di un bicchiere d’acqua, si sarebbe introdotto nella casa della signora per derubarla mentre lei era intenta a preparare il pranzo, e immediatamente l’avrebbe colpita all’addome con tre coltellate. Grazie alle telecamere di sorveglianza di un negozio vicino al palazzo, in via Gabrieli 13, l’uomo è stato subito individuato e una volta raggiunto dalla polizia ha confessato il delitto. Il movente sarebbe un forte bisogno di soldi, o almeno questa è la giustificazione che Masecorto ha dato agli inquirenti. L’uomo, dopo aver ucciso la signora nel suo appartamento le avrebbe rubato circa 1000 euro e il bancomat; una volta lasciato l’edificio si sarebbe liberato dell’arma del delitto, del bancomat svuotato e del borsello della donna gettandoli in un cassonetto, anche se per ora la lama che ha utilizzato non è stata ancora trovata. Per Masecorto entrare in casa dell’anziana è stato molto facile in quanto l’uomo lavorava come impiegato nella ditta di pulizie che operava nel palazzo dove viveva la signora Lupelli; inoltre, come ha poi dichiarato ai microfoni di NewsMediaset, conosceva bene la signora con la quale aveva anche instaurato un rapporto di fiducia “la conoscevo, mi voleva bene”. Durante l’intervista l’uomo sembrava del tutto inconsapevole dell’accaduto e ha addirittura dichiarato di essere venuto a conoscenza dei fatti solo quella mattina; ai microfoni ha inoltre spiegato, tentando di creare sviare l’attenzione, che la signora era solita lasciare aperta la porta di ingresso e che il giorno del delitto non c’era nessuno nei pressi del palazzo; insomma una situazione ideale per l’assassino, che sarebbe entrato nella casa della signora indisturbato. Una performance da premio Oscar, che alla luce dei più recenti fatti lascia sgomenti. Nella realtà dei fatti, l’uomo una volta uscito dal palazzo ha raccontato l’accaduto a sua figlia, ma ha atteso che il corpo della anziana signora venisse ritrovato il giorno dopo, il 14 settembre, per confessare anche alla polizia.

L’assassino – secondo quanto contenuto nel decreto di fermo – avrebbe raccontato a una delle figlie di aver “ammazzato una persona e portato a casa 1.500 euro”. Stralci delle dichiarazioni delle due figlie sono riportati nel provvedimento. Una delle due avrebbe dichiarato agli investigatori di aver saputo dalla sorella che il padre “aveva ammazzato una persona e portato a casa 1.500 euro” in “un borsellino tipico da persona anziana”. Alcuni dettagli sarebbero stati raccontati alla figlia dallo stesso Mesecorto  che avrebbe detto di essersi “procurato un coltello acquistandolo da un negozio gestito da cinesi e che, utilizzando dei guanti, aveva suonato il campanello di una signora che abita a Carrassi e le aveva chiesto un bicchiere d’acqua. La signora lo aveva fatto accomodare e lui l’aveva uccisa”.

 

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