E’ giusto obbligare le persone a vaccinarsi. E non si deve dare voce a chi dissente, dice Lilli Gruber

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera

Anche la giornalista di Otto e Mezzo, dice la sua in merito al vaccino anti Covid e all’ipotesi di renderlo obbligatorio.

Getty Immages/Andreas Solaro

Mentre la Gran Bretagna di Boris Johnson – uno dei due Paesi più colpiti dalla variante Delta del Covid – dice no al Green Pass per entrare nei locali, in Italia non solo si pensa ad estendere gli ambiti in cui sarà obbligatorio essere muniti di patentino verde ma non si molla la presa sull’ipotesi di rendere obbligatorio il vaccino. Non solo medici e politici si esprimono a riguardo. Anche la giornalista Lilli Gruber – alla guida di Otto e Mezzo su La7 – non si è tirata indietro dal dire la sua. La giornalista non ha fatto mistero del suo essere assolutamente a favore dell’introduzione dell’obbligo vaccinale. “Penso sia giusto e anche possibile, visto che già oggi esistono dieci vaccini obbligatori. Il vaccino non è una questione ideologica, ma molto pratica di possibilità di ritorno alla normalità per il bene di tutti” – le parole di Gruber in un’intervista al Corriere della Sera. La giornalista, tuttavia, ospita spesso all’interno della sua trasmissione il filosofo Massimo Cacciari il quale, al contrario, si è espresso sfavorevolmente su un eventuale obbligo e non è favorevole neppure al Green Pass.

Ma un pensatore dello stampo di Cacciari non si può certo mettere a zittire. meno accondiscendete, invece, verso chi non siede ad una cattedra universitaria e non è stato il primo cittadino della Serenissima. Secondo la giornalista, infatti, un certo dissenso deve essere zittito: “Non credo sia giusto dare rappresentanza e voce a chi propaga fake news. Siamo giornalisti seri per questo: per combattere notizie false che non si basano sui fatti. La propaganda anti-scientifica avvelena i pozzi». La giornalista non ha dubbi sulla gestione dell’Emergenza da parte dell’attuale Esecutivo e non teme le critiche di chi taccia lei – e gran parte dei giornalisti – di consenso acritico verso le scelte del premier Mario Draghi. Le parole di Gruber lasciano ben poco spazio ai dubbi sul suo sostegno al primo ministro: “Sui due dossier principali, economia e vaccini, i risultati ci sono: era difficile far meglio di così in questa prima fase. Il consenso è dovuto a questo“. Addirittura, da quando la Lega siede a Palazzo Chigi, pure l’opinione sul partito di Matteo Salvini si è modificata, almeno in parte: “La classe dirigente più qualificata della Lega ha tracciato la rotta in modo inequivocabile a favore di Green pass, sostegno a Draghi, euro ed europeismo. Ora dipende da Salvini scegliere: seguire questa strada, o inseguire la Meloni nei sondaggi?».

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