Camilla Compagnucci aveva 9 anni quando ha perso la vita il 2 gennaio 2019 sulle piste della Via Lattea, a processo concluso gli imputati non hanno ricevuto nessuna condanna ma solamente un risarcimento.

camilla compagnucci
Camilla Compagnucci/Facebook

Si è appena concluso il processo ai vertici della ViaLattea, la pista gestita dall’azienda Sestrieres Spa per la morte di Camilla Compagnucci una bamina di 9 anni di Roma, e si è concluso nel modo più triste e inaspettato: i 4 uomini accusati del decesso, causato dall’incuria e dalla mal gestione delle piste, non andranno in carcere. La giudice Maria Francesca Abenavoli ha accolto le richieste di patteggiamento di tre di loro, ossia Giovanni Basso, Alessandro Perron Cabus e Alessandro Moschini, rispettivamente presidente, amministratore delegato e direttore tecnico della Sestrieres Spa, e li ha condannati ad un risarcimento di 45 mila euro ciascuno. Neanche un giorno di carcere per i pezzi grossi della società, anch’essa condannata a pagare 25.800 euro per gli illeciti amministrativi alla base di questo e di un altro incidente mortale, quello accaduto a Giovanni Bonaventura un ragazzo di trentacinque anni morto su quelle stesse piste il 20 gennaio 2018. Anche per la famiglia del ragazzo è previsto il risarcimento, ma nessuna somma di denaro sarà mai abbastanza.”Me l’hanno uccisa un’alra volta” ha detto il padre di Camilla, Francesco Compagnucci, a processo concluso e ha aggiunto “la morte ti crea un senso di impotenza e oggi è stato ugale. Non può chiudersi con una multa una vicenda così: questo non è furto, è un duplice omicidio”. Camilla in quei giorni era in vacanza con il papà ed un suo amico e il 2 gennaio si trovava sulla pista tra il Sestriere e Sauze d’Oulx quando è uscita fuori pista andando a scontrarsi contro una barriera frangivento irregolare troppo vicina alla pista. I soccorsi sono arrivati tempestivamente per trasportarla all’ospedale di Torino, ma per la bambina le ferite riportate a causa dell’impatto erano troppo importanti, e non ce l’ha fatta. É deceduta a causa di lesioni al torace. La Procura ha chiesto per il quarto uomo condannato, Vittorio Salusso ex direttore tecnico, una pena di 8 mesi per la morte di Bonaventura, mentre è stata richiesta l’assoluzione per quello di Camilla in quanto ci sono prove che confermano la sua estraneità ai fatti. Nello specifico alcuni video caricati su Facebook dimostrano che quando Salusso era incaricato dell’impianto la barriera frangivento era posizionata a 9 metri dalla pista e il montante era ricoperto da un materasso. I genitori di Camilla speravano in un finale di certo diverso, il padre ha dichiarato “ci sembra un messaggio sbagliato, noi sino all’ultimo abbiamo confidato in una sentenza diversa, volevamo solo sentire pronunciare la parola ‘condanna’. Se avessero preso 9 mesi non cambiava nulla, perché lo sappiamo che sotto i due anni la pena è sospesa e non si va in carcere, ma almeno sarebbe stato un messaggio: i colpevoli ci sono, significa ‘dovevate controllare meglio’ “.

 

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