Modena, rimane incastrata in un macchinario mentre lavora, nessuno riesce a salvarla

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Repubblica

 Laila El Harim è rimasta incastrata in un macchinario dell’azienda. In corso gli accertamenti. Ma l’unica certezza è che, ad oggi, ci sono troppo pochi controlli.

modena muore incastrata

Mattia Battistetti e Luana D’Orazio sono solo due dei nomi di una lunghissima lista. La lista delle persone morte mentre svolgevano il proprio lavoro. Morti “bianche” che forse, con qualche controllo in più, si sarebbero potute evitare. E all’elenco oggi si aggiunge anche il nome di una donna di quarant’anni, Laila El Harim che ha perso la vita in un incidente sul lavoro. Laila – di origini marocchine – lavorava presso l’azienda Bombonette, a Camposanto, in provincia di Modena. Si tratta di una ditta specializzata nella lavorazione della carta e packaging per pasticceria. Da quanto si apprende, la 40enne sarebbe rimasta incastrata in un macchinario, probabilmente una fustellatrice. Lascia una bimba di 4 anni e un compagno.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma per Laila non c’era più nulla da fare si è potuto solo constatare il decesso della donna. Morta mentre stava cercando di portare a casa lo stipendio non solo per se stessa ma anche per la sua bambina. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha immediatamente avviato un’attività ispettiva per determinare le cause e le eventuali responsabilità dell’accaduto. Il sindacalista Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale, in una nota ha comunicato: “Non possiamo che sottolineare con preoccupazione il coinvolgimento sempre più frequente negli infortuni di lavoratrici alle prese con macchinari industriali che hanno ingranaggi in movimento. A Modena non solo manca almeno il 30% degli ispettori del lavoro: sono pochi anche gli ispettori di Inps, Inail e Ausl, se si considera che devono controllare circa 58 mila aziende modenesi con almeno un addetto”. La sindaca di Bastiglia Francesca Silvestri, il Comune dove viveva Laila El Harim, scrive su facebook: “Una tragedia scuote di nuovo la nostra comunità. E lo fa con violenza, portandosi via una donna, una mamma, una lavoratrice. Oggi è un altro giorno triste“.

 

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