“Se mi lasci mi ammazzo” ha gridato la madre di Alessandra la sera prima di impiccare la figlia

0
422
Fonti ed evidenze: YouMedia, Giorno

Le voci degli abitanti di Santo Stefano di Camastra – il piccolo Comune in provincia di Messina dove vivevano Alessandra Mollica e Mariolina Nigrelli – raccontano lo sgomento della comunità per la tragedia di domenica. 

mariolina alessandra
Mariolina Nigrelli e Alessandra Mollica/Facebook

I fiori appoggiati da un’insegnante sul banco di Alessandra, che a scuola non tornerà più. E i racconti dei concittadini di Alessandra e Mariolina, sgomenti, increduli per una tragedia che ha scosso l’intera comunità di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, dove madre e figlia sono state ritrovate impiccate dal marito della donna, Maurizio Mollica.

Le voci del piccolo Comune siciliano raccontano di un rapporto strettissimo tra mamma e figlia, delle continue attenzioni che Mariolina riservava ad Alessandra, nel tentativo di proteggerla: “Sempre attaccate, 24 ore al giorno: non c’è una volta che ho visto questa bambina lontana da sua mamma“, racconta un conoscente. “Sono sempre stati così, sin da quando Alessandra era piccolina“. L’idea generale, però, è che la loro fosse una famiglia come tante altre: “Non c’era nulla di strano in questa famiglia: certo, c’erano problemi, ma quale famiglia non ne ha?” .

http://

Un vicino di casa racconta delle liti tra i due coniugi – che nell’ultimo periodo erano diventate più frequenti. In particolare, la sera prima della tragedia, i due avevano discusso animatamente: “Hanno discusso la sera prima. Io ero qua, li ho sentiti. Lei ha iniziato a piangere, diceva al marito ‘se tu mi lasci mi ammazzo‘. Glielo diceva sempre“. Parole che, poche ore dopo, si sarebbero rivelate terribilmente realistiche.

Tutti, in Paese, fanno fatica a credere al dramma di Mariolina ed Alessandra: “Di vista ci conosciamo tutti, ci salutiamo. Era una ragazza normale, tranquilla, anche la figlia“, spiega una cittadina di Santo Stefano di Camastra. “Erano delle bravissime persone, nessuno si immaginava una cosa del genere. Siamo tutti sconvolti. Quello che abbiamo nella testa non lo sappiamo, sono attimi. Siamo amiche, siamo cresciuti insieme“, racconta un’altra.

Sulla drammatica vicenda è intervenuto anche Francesco Re, sindaco del piccolo Comune del messinese: “La comunità è sotto choc. Ha avvertito il duro colpo causato purtroppo dai tragici avvenimenti che hanno caratterizzato le ultime 72 ore“, ha dichiarato il primo cittadino ai microfoni di YouMedia. “Io ho avuto modo di incontrare la madre casualmente, addirittura nella mattinata di sabato. Uscendo da un supermercato l’ho incrociata e l’ho trovata serena, cordiale come sempre. Nulla lasciava assolutamente presagire quallo che invece sarebbe accaduto qualche ora dopo“. Secondo il sindaco, però, tutti, in Paese, avrebbero potuto e dovuto prestare maggiore attenzione al dolore di Mariolina e di Alessandra: “Quando si verificano fatti come questi c’è sempre una responsabilità collettiva di una comunità che magari in maniera distratta non ha saputo cogliere segnali di aiuto, un bisogno che comunque proveniva dai comportamenti di Alessandra e di Mariolina“.

I racconti emersi nelle prime ore dopo la tragedia, descrivono un atteggiamento quasi ossessivo di Mariolina nei confronti della figlia. Alcuni dei compaesani confermano la fortissima volontà della donna di proteggere Alessandra: “Lei era molto ossessiva sulla ragazzina. Magari aveva paura che la prendessero in giro, ma ogni mamma è così“, dice qualcuno, mentre qualcun altro ricorda le discussioni tra Mariolina ed i genitori di alcuni suoi compagni di scuola: “Litigava sempre con altre mamme, magari perché la piccola veniva presa in giro“.

Secondo gli insegnanti, però, la ragazza era perfettamente integrata tra gli studenti: “Conosco Alessandra: il paese è piccolo, ci conosciamo tutti. Lei è qui dalla prima media“, ricorda la vicepreside del Liceo artistico regionale Valeria Gerbino. “Considerato che abbiamo il liceo annesso, e che lei aveva deciso di iscriversi qua, sarebbe stata presto una mia studentessa“, aggiunge l’insegnante. “Qua a scuola non aveva problemi con i compagni. Ha partecipato fino alla scorsa settimana alle attività sportive insieme ai compagni nei cortili dell’istituto. Era integrata, aveva voti altissimi. Ancora venerdì era a spasso con un’amichetta qui davanti alla scuola“, conclude la professoressa Gerbino.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui