Stresa, il corpo di Vittorio irriconoscibile “Solo il tatuaggio ha dimostrato che era lui”, dicono le sorelle

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Fonti ed evidenze: Giorno, Fanpage

Sulla tragedia della funivia di Stresa interviene la sorella di una delle vittime, un uomo di 54 anni padre di un bambino piccolo. 

funivia vittorio zorloni

Seveso – comune in provincia di Monza – piange ben tre vittime. La funivia Stresa-Mottarone si è portata via Vittorio Zorloni di 54 anni, la sua giovane compagna Elisabetta Personini di 38 e il loro bimbo Mattia di soli 5 anni. A piangere e rimpiangere Vittorio tutto il paese ma, in  particolare, a ricordarlo restano mamma Cesarina di 82 anni e le sorelle Roberta ed Elisabetta. Le tre donne sono letteralmente sotto shock. Non solo per la morte improvvisa del fratello, della cognata e del nipotino. A lasciarle sconvolte anche le tremende condizioni in cui era ridotto il cadavere di Vittorio. Elisabetta – intervistata da Il Giorno – ha raccontato: “Nostro fratello era impossibile da riconoscere, solo un tatuaggio sul collo ha dimostrato che era lui”.

Ora le preoccupazioni delle due sorelle della vittima, sono rivolte all’anziana madre. La morte di un figlio è un dolore troppo grande che, a volte, può indurre a lasciarsi andare specialmente nel caso di una signora che nella vita ormai ne ha passate tante, dall’alto dei suoi 82 anni. Ma Cesarina non ha perso solo un figlio, il suo Vittorio, ha perso – d’un sol colpo – anche un nipotino. Sempre Elisabetta, la sorella minore, ha proseguito: “Mia mamma Cesarina sembra che stia reggendo a questo terribile dolore, ma ci aspettiamo un crollo psicologico. Ha perso un figlio e un nipotino. È un incubo. Quando il sequestro sarà sbloccato potremo procedere ai funerali che si terranno sicuramente a Vedano Olona dove vivevano. Conviveremo con questo immenso dolore“.

Nelle scorse ore aveva parlato lo zio del piccolo Mattia.  L’uomo dando sfogo alla propria rabbia unita al suo dolore, aveva inveito contro la classe politica da lui ritenuta – seppur indirettamente – responsabile della tragedia. Intanto questa mattina c’è stata una svolta nelle indagini: tre persone sono state fermate con l’accusa di aver disattivato intenzionalmente un freno d’emergenza che avrebbe potuto bloccare la cabina della funivia dopo la rottura del cavo d’acciaio traente.

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