Sergio, un tir in retromarcia lo travolge. Pochi giorni fa aveva festeggiato il compleanno della figlia

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Fonti ed evidenze: RaiNews, Fatto Quotidiano

Il terzo incidente mortale sul lavoro dall’inizio di maggio a Bergamo è costato la vita, ieri, a Sergio Persico, mulettista di 53 anni.

sergio persico
Sergio Persico/Facebook

Ancora un incidente mortale sul lavoro. E ancora una volta a Bergamo, dove dopo le morti bianche del 6 e dell’8 maggio, in cui persero la vita Maurizio Gritti e Marco Oldrati, il conto delle tragedie costate la vita a lavoratori sale a 3 dall’inizio del mese. L’ultima drammatica vicenda si è verificata ieri, quando intorno a mezzogiorno Sergio Persico, 53 anni, è morto a Spirano, nel cortile della ditta “De Berg“, in via Campo Romano. L’azienda produce polistirene espanso e Persico, di professione mulettista, è stato travolto da un tir di una ditta esterna che, nel depositare alcuni materiali, lo ha colpito muovendosi in retromarcia.

Sul posto, insieme ai Carabinieri – che hanno posto sotto sequestro l’area in cui si è verificata la tragedia ed il camion che ha travolto Sergio – anche il personale del 118, che non ha però potuto fare nulla per salvare la vita al cinquantatreenne. Anche il sindaco di Spirano, Yuri Grasselli, si è recato nel cantiere insieme ai tecnici di Ats Bergamo. Subito dopo la morte di Persico è arrivata la presa di posizione da parte del sindacato UGL: “La sicurezza sul lavoro, la formazione e una maggiore cultura della tutela e della vita sui luoghi di lavoro, sia indispensabile“, si legge in una nota diramata congiuntamente da Paolo Capone, Segretario Generale UGL, e Claudio Morgillo, Segretario UGL Lombardia.

Sergio Persico era originario di Grassobbio, ma da una ventina d’anni abitava a Orio. Grande tifoso dell’Atalanta, amava passare il tempo con la famiglia, usciva spesso in bicicletta. Solo pochi giorni fa aveva festeggiato il compleanno della figlia più piccola.

La morte di Sergio Persico non è, purtroppo, che l’ennesimo, terribile incidente mortale sul lavoro di quest’anno: nelle scorse settimane, aveva commosso il Paese la scomparsa di Luana D’Orazio, una ragazza di appena 22 anni rimasta schiacciata da un orditoio mentre lavorava in un’azienda tessile in provincia di Prato, ma la strage silenziosa di morti sul lavoro ha colpito già quasi 200 persone dall’inizio del 2021.

 

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