Chiara Ferragni, servizio fotografico agli Uffizi, a lei ha pensato Vogue. Tutti gli altri devono pagare

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Gli Uffizi di Firenze pretenderanno sia pagata una tassa dagli influencer che utilizzeranno le immagini delle opere d’arte per scopi commerciali. Ecco cosa è successo. 

Uffizi
Chiara Ferragni

Gli Uffizi di Firenze si schierano contro gli influencer. Le star del web potranno pubblicare sui social video e foto solo a seguito del pagamento di un canone.  A divulgare la notizia è stata Sara Innocenti, guida e influencer fiorentina che lavora per pubblicizzare l’arte sui social da numerosissimi anni. La ragazza ha denunciato la situazione accusando il direttore Eike Schmidt di aver prima invitato Chiara Ferragni a fare le foto all’interno della galleria e poi obbligato tutti gli altri influencer a pagare per poter pubblicare i contenuti multimediali, tra i quali foto e video, realizzati all’interno del museo d’arte di Firenze: “Il direttore Schmidt vuole che si paghi per poter mostrare l’arte sui social” ha scritto Sara su Instagram.

Alcune guide e blogger hanno chiesto lumi ai loro avvocati per capire l’effettiva portata della norma.  “Ci hanno spiegato – prosegue Sara Innocenti – che è una richiesta molto strana e che per la legge è consentito l’uso gratuito delle immagini se a fini non commerciali ma di promozione culturale del territorio: e quello che faccio è esattamente la promozione culturale, nessuno paga per vedere i miei contenuti“. Sara si chiede “Prima inviti Chiara Ferragni a fare le foto in galleria, quindi a lei è consentito, e poi a me che faccio promozione culturale mi fai pagare? Ma perché?“. Dalla direzione del museo nessun commento.

Secondo il Times, che cita un generico portavoce degli Uffizi, qualcuno ha pagato anche per il servizio realizzato da Chiara Ferragni lo scorso anno presso la Galleria. “La rivista Vogue ha pagato gli Uffizi perché la Ferragni venisse fotografata qui“.

La Innocenti ha chiesto aiuto al popolo del web per cercare di abolire la nuova norma: “Sono anni che faccio divulgazione sui social, il mio obiettivo è sempre stato quello di far riscoprire i musei, i luoghi e le opere d’arte. Aiutami a diffondere questa protesta! Perché l’arte è per tutti” ha detto. In realtà la norma che vieta la divulgazione delle immagini delle opere d’arte non è per niente nuova.

 

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Uffizi
Uffizi di Firenze

 

Come rende noto il museo fiorentino una legge del 1993, aggiornata nel 2004 e infine nel 2014 stabilisce che l’utilizzo delle immagini delle opere conservate nei musei possa essere libero solo se impiegato a titolo privato, scientifico e di cronaca, mentre è previsto un canone qualora invece sia effettuato a scopo commerciale. Le regole parlano chiaro, tutte le star dei social che vogliano pubblicizzare la propria persona o una qualsiasi merce all’interno della galleria fiorentina, saranno obbligate a richiedere un permesso speciale e pagare una tassa. Una decisione che ha diviso l’opinione pubblica. C’è chi tifa per la pubblicità che gli influencer stanno gratuitamente (non sempre) regalando ai musei italiani, troppo spesso ignorati dai giovani, e chi invece si schiera a favore della legge.

Come molte altre piattaforme, anche i social dovrebbero essere considerati un mezzo commerciale ( forse ad oggi il più potente) e quindi pagare le tasse dovute. E voi cosa ne pensate?

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