Luana, un modo sconvolgente di morire. E si cercano le parole per Alessio, 5 anni

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Gara di solidarietà dopo la morte sul lavoro della giovane Luana D’Orazio: le chiamate in Comune, le raccolte fondi e le amiche che adesso si vogliono occupare del figlio. Ecco come si è mobilitata l’intera comunità.

Luana D'Orazio bambino

Luana D’Orazio è morta in un tragico incidente sul lavoro all’età di soli 22 anni, lasciando un figlio di 5 anni, Alessio. Per lui e per il suo futuro si è mobilitata l’intera comunità a partire dalle amiche di Luana, che insieme alla famiglia della ragazza hanno cercato le parole giuste per spiegargli la scomparsa improvvisa della sua mamma e rendere il momento meno traumatico possibile.

Luana D’Orazio, la morte sul luogo di lavoro

L’intera città di Pistoia è distrutta dal dolore: la morte di Luana ha sconvolto non solo i familiari e gli amici, ma la comunità intera. La 22enne originaria di Le Querci, una frazione di Pistoia, è rimasta incastrata in un macchinario dell’azienda tessile per cui lavorava, finendo schiacciata dai rulli. A niente sono serviti i soccorsi: gli operatori dell’ambulanza appena giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Un modo sconvolgente per morire, che ha impressionato tutti. “Non si può morire così“, ha commentato la barista dell’unico locale della piccola frazione dove Luana abitava.

Le amiche di Luana ed in particolare Greta, l’amica più stretta, dal momento dell’incidente hanno badato ad Alessio, il figlio di 5 anni della 22enne che si è trovato da un giorno all’altro catapultato in un incubo con la casa piena di giornalisti ma senza più la sua mamma. Improvvisamente Luana è scomparsa e non è stato semplice spiegarlo al piccolo Alessio. Sono stati i nonni ad assumersi questo compito. Per trovare le parole giuste i genitori di Luana hanno anche consultato anche il pediatra. “La mamma non torna più“, gli hanno detto. Di tutta risposta il bimbo si è buttato sul letto, stringendo poi forte a sé la nonna dicendole “Ti voglio bene“.

 

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La raccolta fondi del Comune di Montemurlo

Dalla casa della 22enne ieri sono transitati parenti ed amici ma anche tanti concittadini che hanno voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia. Tra loro anche il vescovo di Pistoia ed il sindaco, Fausto Tardelli e Alessandro Tomasi. “È un dramma che ci deve inquietare. Non voglio fare processi a nessuno ma qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di questa tragedia“, ha commentato il vescovo. Tomasi invece ha fatto sapere di essere stato contattato da diversi privati ed associazioni che hanno espresso la propria intenzione di voler aiutare il piccolo Alessio. L’intenzione è quella di creare un conto corrente sul quale far confluire le donazioni destinate alle famiglie delle vittime di incidenti sul lavoro.
Già il Comune di Montemurlo, dove lavorava Luana, ha lanciato una raccolta fondi. “Luana era a lavoro per dare un futuro a suo figlio, come Sabri Jaballah, anche lui 23 anni, morto sul lavoro tre mesi fa in una fabbrica di Montale. Due giovani vite spezzate che chiedono giustizia e che avranno l’impegno convinto del Comune nel chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro“, ha commentato il sindaco Simone Calamai.

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