Luana, parla la madre: “Ha un bimbo di 5 anni, come faccio a dargli questa notizia?”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera

La mamma di Luana D’Orazio ricorda, tra le lacrime, la figlia, morta ieri mentre lavorava in fabbrica: “Era una bimba dolce, umana“. 

luana d'orazio mamma
Luana D’Orazio/Facebook

Il giorno dopo, alla mamma di Luana D’Orazio, la ragazza di 22 anni morta sul lavoro in una fabbrica tessile in provincia di Prato, rimane il dolore, straziante. Un dolore che non si può raccontare, per la perdita di una figlia giovane, bella, amata. “Era una bimba dolce, umana“, dice tra le lacrime ai cronisti arrivati davanti casa sua. La stessa casa dove viveva anche Luana.

La donna non riesce a trattenere le lacrime, ma spiega di non aver avuto ancora alcuna informazione sulle cause reali della morte della figlia. Un incidente, certo, ma un incidente che non può e non deve capitare per nessuna ragione. “Ancora non so se ci sia stato qualcosa di irregolare, è tutto sequestrato“, spiega la donna, che dall’inchiesta che si sta avviando chiede soltanto “giustizia. E basta“. Poi, un appello: “Che non capiti a nessun altro quello che è capitato a mia figlia“.

Eppure, la realtà è lontanissima da quanto auspica la madre di Luana, visto che i morti sul lavoro sembrano essere diventati, nel nostro Paese, una drammatica abitudine. Il caso di Luana, per la giovane età della ragazza, può diventare un simbolo: il punto di partenza per una serie di interventi che, tutelando i lavoratori e garantendo controlli e sicurezza, possano invertire una tendenza inaccettabile.

Luana “amava quel lavoro, per lei l’importante era lavorare, non c’era altro“, racconta ancora la madre. “Aveva fatto la cameriera, andava sui pattini. E’ stata una comparsa con Pieraccioni, nel film ‘Se son rose’“. Una circostanza ricordata, ieri, dallo stesso regista. “Era stata presa al casting, era amata da tutti“, racconta ancora la madre di Luana.

A casa, la ragazza lascia un bambino piccolo: “Ha un bimbo di cinque anni e mezzo, è ragazza madre“, dice la donna, che non ha ancora avuto il coraggio di raccontare al nipotino la tragedia che ha coinvolto Luana: “Mi ha chiesto, ‘nonna, cosa ti hanno detto quei cattivi che ti hanno fatta piangere?’. Ora dovrò dargli questa notizia“. Una notizia che arriva all’indomani del compleanno della signora: “Ieri era il mio compleanno, i miei 53 anni. Non ci posso credere“, piange, disperata.

Dall’azienda, intanto, ancora nessuna notizia. Nessun contatto. “Ancora non ho sentito i colleghi, o il titolare della fabbrica. Soltanto una collega mi ha scritto ‘ti abbraccio’. I Carabinieri mi hanno detto che sarei stata contattata per avere altre notizie“.

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