Salerno, bimba di 8 mesi seviziata ed uccisa dai genitori. Non hanno le stesse colpe, secondo i giudici

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Fonti ed evidenze: Today, Fanpage

Era il 22 giugno 2019 quando la piccola Jolanda Passariello venne trovata priva di vita nella casa dei genitori a soli otto mesi. La sentenza sul caso è durissima.

Jolanda Passariello 30 aprile 2021 leggilo.org

Era la notte tra il 21 ed il 22 giugno 2019 quando si consumò la tragedia di Jolanda Passariello, la bambina di appena otto mesi che perse la vita in circostanze drammatiche nell’abitazione dei genitori a Nocera nel salernitano. Proprio il padre e la madre della piccola, Giuseppe Passariello ed Immacolata Monti sono stati ritenuti responsabili per l’omicidio della bambina e giudicati di conseguenza dalla Corte d’Assise di Salerno che li ha condannati a pene durissime. La vicenda, inizialmente ritenuta un incidente domestico, si tinse di giallo quando la tesi della difesa – secondo cui Giuseppe ed Immacolata avevano trovato la bimba priva di vita nel letto – venne demolita dopo che l’autopsia evidenziò segni di maltrattamenti ricevuti da Jolanda Passariello nei giorni precedenti alla sua morte, maltrattamenti che includevano bruciature ed ecchimosi sul corpo della bambina. Inoltre, a chiamare i soccorsi non erano nemmeno stati i genitori ma un’amica della madre, come se nessuno di fosse accorto del malore della bambina per ore. A quel punto, gli investigatori usarono mezzi più all’avanguardia per chiudere il caso.

Tramite delle intercettazioni ambientali infatti, gli agenti riuscirono a captare una conversazione in cui il padre e la madre di Jolanda parlavano dell’arma del delitto, un cuscino che l’uomo avrebbe utilizzato per soffocare la bambina per poi simulare un incidente o un malore: “Il cuscino dovevamo buttarlo, la verità non deve mai venire fuori”le parole che accesso i sospetti dell’accusa. A quel punto, la madre di Jolanda cambiò versione, parlando di maltrattamenti mai denunciati per paura di una ripercussione da parte del marito: tesi che con la sentenza odierna non cambia la posizione del giudice. Infatti, Immacolata sconterà 24 anni di carcere dopo il riconoscimento delle attenuanti generiche mentre Giuseppe, esecutore materiale del fatto di sangue, viene condannato all’ergastolo per il delitto. La sentenza verrà depositata entro novanta giorni, mettendo fine ad un tremendo caso purtroppo non unico nel suo genere.

 

 

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