Ciro Grillo, i legali della difesa sono pronti a diffondere il video di quella notte

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I legali che difendono Ciro Grillo e i tre amici denunciati per stupro vogliono rendere pubblico il materiale video che li potrebbe scagionare. Secondo l’accusa però il risultato sarebbe decisamente un altro. Ecco che cosa sta succedendo.

Ciro Grillo video

Il caso di Ciro Grillo continua a far parlare: dopo le parole sui social di Beppe Grillo in difesa del figlio l’opinione pubblica si è scatenata sull’argomento ma a scaldare ulteriormente i toni è la svolta delle ultime ore. I legali della difesa dei quattro ragazzi denunciati vogliono rendere pubblico il video di cui lo stesso Grillo aveva parlato e che mostrerebbe che cosa sia effettivamente successo quella notte. Sembra che il filmato possa scagionare i quattro amici, ma secondo l’accusa potrebbe invece dimostrare il contrario.

Il video di quella notte potrebbe scagionare Grillo?

Proprio di quel filmato Beppe Grillo aveva parlato nel suo sfogo sui social che tanto ha attirato l’attenzione. Si tratta di una clip video, registrata nella notte fra il 16 e il 17 luglio 2019 a Cala di Volpe, in costa Smeralda, nella casa del politico dove tutto sarebbe successo. Come riporta “Il Fatto Quotidiano”, secondo la difesa e anche secondo il Garante del Movimento 5 Stelle quel video potrebbe mostrare la dinamica dei fatti, scagionando così i quattro ragazzi. Secondo loro, con le immagini contenute nel filmato si potrebbe dimostrare l’inesistenza dello stupro di gruppo, dimostrando così la falsità delle dichiarazioni di Silvia, la ragazza che ha denunciato Ciro Grillo e gli altri tre ragazzi genovesi nell’estate del 2019. Al contrario, nel filmato si mostrerebbe un rapporto consenziente. Anche se per gli avvocati della difesa il processo “va condotto in aula, non sulla stampa o in tv“, visionare la clip potrebbe scagionare i ragazzi dall’accusa di stupro di gruppo. “Siamo consapevoli che in questo momento questa scelta possa significare esporsi a un massacro mediatico“, hanno dichiarato i legali a “Il Fatto Quotidiano”.

Secondo l’accusa il video conferma lo stupro

Di diverso parere però sono gli avvocati dell’accusa: il video confermerebbe la violenza avvenuta, diversamente da quanto sostenuto dalla difesa. Nella scena registrata nella clip vengono mostrate scene di sesso tra la ragazza e i quattro ragazzi genovesi e ciò che ne emerge secondo i legali delle parti civili sono immagini di enorme brutalità, che fornirebbero invece ulteriori prove dello stupro avvenuto.

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Indipendentemente dal risultato, rendere pubblica la clip è una questione più che delicata. La scelta è molto controversa, perché pubblicare un video del genere in rete vorrebbe dire rendere disponibile materiale pornografico ai media e a chiunque sul web, in quanto si tratta comunque di rapporti sessuali, consenzienti o no che siano. Ma sarebbe stato proprio il grande interesse mediatico a far propendere i legali verso la scelta di pubblicarlo, per chiudere una volta per tutte la questione pubblicamente.
Certo è che resta aperta una questione, che Selvaggia Lucarelli ha sollevato in un articolo per Tpi: “La ragazza/le ragazze hanno autorizzato le riprese? Erano consapevoli di essere su quei telefoni? Ne erano felici?“.

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