Fortuna Bellisario, il marito convinse i figli a picchiarla: “Guarda altri uomini”

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Fonti ed evidenze: Fanpage, NapoliToday

Dall’ordinanza con cui il Riesame chiede il ritorno in carcere di Vincenzo Lopresto, marito ed assassino di Fortuna Bellisario, emerge un quadro familiare agghiacciante. 

fortuna bellisario
Fortuna Bellisario e Vincenzo Lopresto/Facebook

Dopo due anni di carcere per l’omicidio di Fortuna Bellisario, Vincenzo Lopresto – marito della donna uccisa il 7 marzo del 2019 a colpi di stampella nella loro casa di Napoli, davanti agli occhi dei figli – era tornato a vivere a casa della madre, nel Rione Sanità. La condanna per omicidio preterintenzionale, infatti, aveva fatto sì che per lui si aprisse la possibilità di scontare la pena agli arresti domiciliari, dal momento che l’uomo non era stato ritenuto socialmente pericoloso.

Ora, dopo un’ordinanza del Tribunale del Riesame, Lopresto potrebbe però fare ritorno in cella: la Procura di Napoli ha infatti chiesto la riforma della sentenza di condanna in omicidio volontario e il nuovo provvedimento del Riesame dispone la detenzione in carcere in attesa della decisione finale della Cassazione. Le pagine dell’ordinanza che chiarisce le ragioni di questa scelta, tratteggiano un quadro agghiacciante: un contesto familiare infernale, per Fortuna Bellisario, sottoposta alle angherie e ai maltrattamenti del marito, cui in alcuni casi erano costretti ad unirsi anche i figli, convinti che il padre fosse un uomo “forte e giusto“, pronto a punire la madre, “sbagliata“, perché “guardava altri uomini“.

Nella ricostruzione presentata nell’ordinanza che chiede il ritorno in carcere di Lopresto si legge che l’uomo praticava in continuazione violenze sulla moglie, arrivando in alcuni casi a torturarla con un accendino. Da un certo momento in poi, inoltre, aveva iniziato a obbligare anche i figli a colpire Fortuna: nei casi in cui i ragazzi si rifiutavano, venivano a loro volta picchiati. Lopresto viene descritto come un “soggetto del tutto incapace di tenere a freno i propri impulsi violenti anche nei confronti di altri componenti del nucleo familiare“. La manipolazione dei figli – un maschio e due femmine – aveva però fatto sì che i tre minori vedessero in lui “una figura genitoriale sana e giusta“, mentre ritenevano doverose le violente punizioni inferte alla madre, distratta da altri uomini.

I bambini si trovano ora in una struttura protetta, seguiti da uno psicologo. Dai loro racconti è emerso che il padre, in diverse occasioni, aveva guardato video porno anche in loro presenza: un comportamento che i tre ragazzi avevano giustificato, spiegando che fosse legato al tentativo di suscitare gelosia in Fortuna.

 

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