Un’altra morte dopo il vaccino AstraZeneca ed il Piemonte blocca la somministrazione. Ma dopo cambia idea

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Fonti ed evidenze: Ansa, Repubblica

Dopo la morte sospetta di un insegnante di Biella, deceduto in seguito alla somministrazione del vaccino AstraZeneca, il Piemonte ha deciso di sospendere la somministrazione delle dosi provenienti dal lotto ABV5811.

Dopo morte docente Piemonte blocca il vaccino AstraZeneca
Chris Jackson/Getty Images/Archivio

La sicurezza del vaccino AstraZeneca continua ad essere al centro dell’attenzione. Dopo i fatti degli ultimi giorni, nei quali si sono registrati diversi episodi di morti sospette successive alla somministrazione del siero prodotto dall’azienda farmaceutica anglo-svedese, alcuni Paesi europei hanno deciso di sospenderne la somministrazione. In Italia, le decisioni precauzionali hanno riguardato soltanto le fiale appartenenti a un lotto ritenuto sospetto, dal quale provenivano le dosi somministrate a due militari siciliani deceduti poche ore dopo la vaccinazione. E mentre diverse Procure indagano, dopo aver disposto il sequestro di alcune fiale del trattamento, nella giornata di ieri una novità importante è arrivata dal Piemonte, dove la giunta regionale – dopo che un insegnante di Biella era deceduto a poche ore di distanza dalla ricezione della prima dose del trattamento – ha deciso di intervenire.

La Regione Piemonte aveva deciso in un primo momento di interrompere l’intera campagna vaccinale legata ad AstraZeneca. “Il commissario dell’Unità di crisi della Regione Piemonte, Antonio Rinaudo, ha disposto immediatamente la sospensione su tutto il territorio regionale della somministrazione del vaccino AstraZeneca per i dovuti accertamenti“, si leggeva in un comunicato diramato dalla Regione ieri alle 13:45. Un “atto di estrema prudenza“, secondo l’ispettore Genesio Icardi. Nel giro di un paio d’ore, tuttavia, all’interno dell’amministrazione regionale si è deciso di cambiare atteggiamento: stop non più a tutta la somministrazione delle dosi di AstraZeneca, ma soltanto alle fiale provenienti dal lotto in questione: “Il lotto è stato individuato: sono pertanto riprese regolarmente in Piemonte le somministrazioni di vaccino AstraZeneca“, scriveva l’Unità di crisi regionale in un comunicato di ieri pomeriggio.

La decisione di intervenire autonomamente da parte della Regione Piemonte non sembra essere stata particolarmente apprezzata dal Ministero della Salute dal quale, attraverso alcune fonti interne, hanno tenuto ieri a sottolineare che “le uniche autorità che possono prendere decisioni sulla sicurezza dei vaccini sono Aifa ed Ema“.

Ma la scelta piemontese è duramente contestata anche da Anaao Assomed –  sindacato medico italiano – che in una nota diramata dalla segreteria regionale piemontese, definisce “di estrema gravità” i fatti avvenuti nella giornata di ieri. “Diffondere messaggi fuorvianti, dettati dall’emotività, dall’ansia di comandare e dalla improvvisazione e smentiti dopo due ore, rischia di compromettere la campagna vaccinale. Diffonde diffidenza, paura e dubbi”. Ora, dall’associazione dei medici dirigenti si chiede di sapere “quante disdette dal vaccino, e quindi quante morti, causerà” la decisione dell’amministrazione regionale.

Il sindacato ricorda poi come, sulla base dei protocolli regionali, in Piemonte si sia scelto in tutti questi mesi di dare fiducia all‘idrossiclorochina – per settimane sponsorizzata dall’ex Presidente Usa Donald Trump come eccezionale trattamento anti-Covid – “che espone ignari pazienti a rischi inaccettabili“, attaccano ancora i medici piemontesi. “Chiediamo che la gestione della campagna di vaccinazione venga immediatamente affidata a persone competenti in logistica, gestione e analisi dei dati“.

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