Romeo, 17 anni, accoltellato a Formia: ripreso mentre stava morendo, e nessuno ha tamponato la ferita

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Today

Lo zio di Romeo Bondanese non trova pace per l’assurdo omicidio del nipote diciassettenne e accusa i presenti: “Hanno fatto video invece di fermare l’emorragia”. 

Lo zio di Romeo Bondanese: "Potevano salvarlo"
Romeo Bondanese/Facebook

Romeo Bondanese, ucciso martedì scorso durante una rissa scoppiata nei pressi del McDonald’s di Formia, poteva essere salvato. Lo zio del ragazzo, disperato e scosso da un dolore indicibile, non ha dubbi a riguardo: “Hanno fatto video invece di provare fermare l’emorragia, che ha ucciso mio nipote, prima che arrivasse l’ambulanza“, si dispera.  Romeo, che nel corso della colluttazione tra giovani – sulla quale indagano le Forze dell’Ordine – è rimasto vittima di una coltellata che gli ha reciso l’arteria femorale ed è morto dissanguato. Per questo, ripete lo zio del ragazzo, un intervento più tempestivo, capace di fermare più rapidamente la perdita di sangue, avrebbe potuto salvargli la vita.

Alle persone che hanno avuto il coraggio di riprendere ciò che stava accadendo dopo l’aggressione mi sento di dire che mi dispiace per il loro comportamento. Forse nessuno è riuscito ad interpretare la gravità della ferita e hanno fatto video anziché premere con la mano, per cercare di fermare l’emorragia, in attesa che arrivasse l’ambulanza e che tornasse con Romeo a bordo al pronto soccorso“, racconta l’uomo, intervistato da Fanpage.

Intanto, il dolore ha assalito la famiglia Bondanese, scossa dalla perdita inspiegabile di un figlio di appena diciassette anni. I genitori, spiega ancora lo zio di Romeo Bondanese, “vogliono la verità, chiedono di capire perché loro figlio non c’è più, perché è stato aggredito“. Le dinamiche del delitto devono ancora essere chiarite, ma lo zio non ha dubbi su come possano essere andate le cose: “Sono certo conoscendolo, che non avrebbe mai iniziato una lite o che comunque l’avrebbe terminata verbalmente“. Ciò di cui però l’uomo non riesce a capacitarsi è altro: “Impensabile che in una lite per futili motivi tra ragazzi, uno abbia portato con sé ed abbia usato un coltello“.

Un episodio drammatico che ha scosso tutta la comunità di Formia. Anche perché tutti coloro che conoscevano Romeo parlano di lui come di un ragazzo gentile e rispettoso delle regole, appassionato di sport e ben disposto nei confronti degli altri. Ora, spiega ancora lo zio del ragazzo accoltellato, “la speranza mia e quella della famiglia di Romeo è che la morte di mio nipote abbia un senso, un significato, per i ragazzi che vivono a Formia, che devono sentirsi protetti se scelgono di andare ad una festa, tutelati e liberi di poter circolare e non di essere aggrediti o malmenati o di subire violenza e al tempo stesso nemmeno di farla“. Un messaggio che i familiari di Romeo rivolgono a tutta la comunità giovanile della cittadina laziale: “Spero che questa morte serva a far capire loro che bisogna godere delle cose belle della vita e di sapersi divertire in maniera corretta“.

Per l’omicidio di Romeo, avvenuto verso le 19:30 di martedì scorso nella centralissima via Vitruvio – particolarmente affollata per i festeggiamenti legati al martedì grasso – c’è un fermato: un coetaneo di origini casertane, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti. Quel che è certo è che – secondo quanto ricostruito dalle Forze dell’Ordine attraverso la visione dei video delle telecamere di sicurezza presenti nella zona – l’aggressore si sarebbe avvicinato al gruppo di Romeo a bordo di uno scooter e in compagnia di un’altra persona, riuscita fino ad ora a sfuggire alle ricerche.

Soltanto pochi giorni fa, a Caserta, si era verificato un altro sconcertante caso di accoltellamento. La vittima, Giuseppe Capriati, era stata colpita dal padre al culmine di una lite familiare.

 

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