Niccolò Ciatti, pestato per uno sguardo e finito quando era a terra. Preso in Francia il suo assassino

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Nazione

Un mandato di arresto europeo ha raggiunto in Francia un cittadino ceceno, accusato di essere responsabile della morte di Niccolò Ciatti, avvenuta nell’agosto del 2017 a Lloret de Mar.

Niccolò Ciatti, preso in Francia il suo assassino
Niccolò Ciatti/Facebook

Un cittadino ceceno è stato arrestato ieri in Francia, attraverso l’esecuzione di un mandato di arresto europeo, per il pestaggio e la morte di Niccolò Ciatti, avvenuto in una discoteca di Lloret de Mar, non lontano da Barcellona, l’11 agosto del 2017. Il ragazzo italiano, morto l’indomani ad appena 22 anni, era rimasto coinvolto in una lite nella zona della discoteca St Trop e rimase vittima di una violenza inaudita: secondo la famiglia di Niccolò, oltre ad un manipolo di ceceni – guidati da Rassoul Bissoultanov, combattente di Mma che avrebbe scagliato un calcio volante alla tempia di Ciatti – le responsabilità della tragedia sono da sempre da imputare anche al locale, colpevole di non aver predisposto un servizio di sicurezza all’altezza del contesto.

L’arresto del cittadino ceceno, del quale rimangono tuttavia coperte le generalità, è stato eseguito dalle autorità di Polizia francesi su segnalazione dei Carabinieri del Ros, supportati dal Servizio di Cooperazione internazionale di Polizia. A far scattare il mandato di arresto europeo è stata un’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Roma, emessa su richiesta della Procura della Repubblica.

Il mandato europeo è stato spiccato anche nei confronti di un secondo cittadino ceceno, che già si trova in carcere in Spagna con l’accusa di omicidio. Un risultato importante, che arriva a quasi quattro anni dalla morte di Niccolò, e che la famiglia del ragazzo di Scandicci attendeva da tempo. L’emissione del mandato di arresto scaturisce da una intensa attività d’indagine condotta dal Reparti Crimini Violenti del Ros, un’unità che, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, è specializzata nella risoluzione di crimini particolarmente efferati commessi – anche fuori dal territorio italiano – nei confronti di nostri connazionali.

Secondo quanto trapelato, le indagini – svolte in costante collaborazione con i colleghi spagnoli – avrebbero permesso di ottenere una serie di solidi elementi identificativi degli autori del delitto, ricostruendo pienamente la dinamica dei fatti che hanno condotto alla morte di Niccolò. Per i due cittadini ceceni, a questo punto, sono già state avviate le procedure per ottenere l’estradizione.

La rissa che era costata la vita a Niccolò, era scoppiata attorno alle 3 del mattino ed era stata ripresa da una delle telecamere di sicurezza, consegnando agli inquirenti le immagini di un pestaggio di brutale violenza. Quella notte stessa vennero fermati dalla polizia spagnola tre cittadini russi di 20, 24 e 26 anni, accusati di aver colpito il giovane con pugni, calci in faccia e in testa prima di darsi alla fuga ed essere però individuati e fermati dalla polizia. Una dinamica violentissima che, anche per via dell’utilizzo di tecniche di combattimento imparate praticando la disciplina Mma, fa tornare alla mente la drammatica uccisione di Willy Monteiro Duarte, avvenuta a settembre a Colleferro, in provincia di Roma.

 

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