Reddito di Cittadinanza, i fratelli Bianchi continuano a prenderlo

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Giornale

Nessun pentimento per la morte del giovanissimo Willy Monteiro Duarte, massacrato di botte. L’unica preoccupazione dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi è non perdere il Reddito di cittadinanza. Ma un escamotage consente loro di continuare a beneficiare del sussidio anche in carcere.

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Gabriele Bianchi Facebook

 

Neppure il carcere sembra aver piegato i fratelli Gabriele e Marco Bianchi. Il più piccolo dei due – Marco – in regime di custodia cautelare presso il carcere di Velletri, è stato intercettato mentre parlava con l’altro fratello, Alessandro, estraneo ai fatti. Il ragazzo non ha mostrato il benché minimo accenno di pentimento per quanto fatto a Willy Monteiro Duarte lo scorso 6 settembre a Colleferro. Senza alcun segno di rimorso, Marco ha detto al fratello: “Gli ho dato una zampata ed è cascato a terra“. Il racconto del giovane, secondo il gip di Velletri Giuseppe Boccarrato, aggrava di netto la posizione dei 4 indagati, già detenuti per omicidio preterintenzionale. Infatti la nuova ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari è l’accertamento di un pesantissimo atto di accusa: omicidio volontario aggravvato da futili motivi.

Willy fu massacrato di calci e pugni che gli danneggiarono gli organi interni fino al punto di stroncare la sua giovane vita. Fu picchiato senza sosta per venti minuti. Ma le ansie di Marco Bianchi sono altre. Se, appena arrivati a Rebibbia, i due gemelli di Artena – così rinominati per la forte somiglianza – erano preoccupati di essere costretti a bere l’acqua del rubinetto che avrebbe potuto intaccare la loro forma fisica, ora il pensiero è non perdere il Reddito di cittadinanza. Infatti i due ragazzi potevano permettersi una vita di lusso fatta di vacanze, abiti firmati, moto e palestra anche grazie al sussidio statale. Stando ad un’intercettazione risalente al 16 ottobre, il fratello Alessandro spiega a Marco – in ansia per il timore di perdere il beneficio – che il Reddito di cittadinanza è al sicuro. Infatti la famiglia Bianchi ha trovato l’escamotage per non perderlo: “Mica lo pigli tu a nome tuo tutto quanto, lo piglia papà. La Finanza non ha bloccato niente”.

Se questa conversazione sembra essere “genuina”, altre intercettazioni hanno, invece, fatto sorgere il sospetto che i Bianchi sapessero di essere ascoltati e ripresi e che, pertanto, abbiano strumentalizzato i dialoghi a loro vantaggio incolpando gli altri due accusati: Belleggia e Pincarelli. Infatti in un colloquio sempre tra Marco e Alessandro si sente quest’ultimo dire:”Chio poraccio è morto così, è morto così, per chillo ‘nfame de Belleggia, Belleggia di merda. L’ha spezzata chiglio figlio de puttana de Belleggia la vena ‘ncanna”. 

 

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