Bari, il bambino si è impiccato per imitare la piccola Antonella, dicono gli inquirenti

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera, Fanpage

Il bambino di Bari che ad appena 9 anni si è impiccato con una corda lo avrebbe fatto per emulare la tragedia di Tik Tok, dicono i carabinieri. Ecco perchè.

Getty Images/Carlo Hermann/archivio

Per i Carabinieri, il bambino di Bari di appena 9 anni che si è legato una corda al collo per poi morire soffocato – pur non avendo con tutta probabilità mai avuto tra le mani un cellulare con l’app Tik Tok sopra – avrebbe tentato di emulare il caso di Antonella Sicomero, la piccola bimba di Palermo che si è tolta la vita in seguito ad una sfida partita sul social e che forse – a detta del padre – sarebbe stata istigata al gesto fatale da uno sconosciuto. La Squadra Mobile di Bari che sta indagando sulla morte del bambino ha condotto i rilievi preliminari su tutte le apparecchiature elettroniche – smartphone, computer e simili – rinvenute nell’abitazione dove la tragedia si è consumata ormai alcuni giorni fa. E quanto è emerso dalle suddette analisi, lascia pochi dubbi agli esperti dell’Arma.

Il piccolo si sarebbe tolto la vita, probabilmente per un incidente, nel tentativo di emulare la storia tragica di cui evidentemente aveva sentito parlare in casa o forse al telegiornale: forse, un modo per “partecipare” alla notizia che deve aver sconvolto il minorenne, facendo scattare qualcosa nella sua testa. O almeno, è quello di cui sono convinti i militari: “La storia di Antonella aveva colpito molto il bimbo di appena 9 anni“, riporta Fanpage che ha raccolto alcune testimonianze sulla tragedia, specificando che il bambino aveva sentito parlare in casa del dramma che ha sconvolto non solo Palermo ma l’intero paese. Dalle indagini condotte sulla famiglia, non è emerso nessun problema in casa o a scuola che avrebbe potuto spingerlo al suicidio: i genitori erano separati ma parlano di una relazione serena e normale con il figlio da entrambe le parti. Non sono inoltre stati riscontrati episodi di bullismo subiti a scuola ed il bambino di Bari non ha mai avuto accesso ad uno smartphone con l’app Tik Tok installata: “Al massimo, guardava video su YouTube dal mio telefono cellulare”, ha raccontato la madre ai Carabinieri. L’ultimo video pubblicato dal bimbo lo mostrava sorridente e disteso, felice per il suo nuovo taglio di capelli.

Tutti elementi che hanno convinto i Carabinieri del fatto che il tentativo di emulazione sia degenerato in un incidente: il piccolo non era perfettamente consapevole dei rischi della sua azione a causa della giovanissima età e dopo aver fissato una cordicella usata per legare i badge dai genitori ad una stampella appesa nell’armadio, avrebbe infilato il collo all’interno della stessa fin quando non avrebbe perso conoscenza per la stretta mortale, finendo per soffocare. Il caso di Palermo ha portato alla luce una polemica nata ormai da anni sugli effetti che i dispositivi come smartphone e iPad possono avere su bambini di età giovanissima che probabilmente non hanno ancora gli strumenti per gestire le informazioni ricevute sulle piattaforme social che visitano ogni giorno: secondo alcuni psicologi, un tentativo di emulazione di un gesto così terribile è estremamente probabile.

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