8561 contagi e 420 morti, iniezioni letali a pazienti Covid: arrestato primario

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Corriere della Sera, Giorno

Arrestato il primario di un noto ospedale. Il medico avrebbe somministrato, mediante iniezione, farmaci letali a due pazienti Covid.

brescia arrestato medico
Carlo Mosca Facebook

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 8561 unità e portano il totale a 2.475.372. Da ieri 420  morti che fanno salire le vittime a 85.881 e 15.787 guariti che raggiungono quota 1.897.861. Da ieri 143.116 tamponi

I casi attualmente positivi scendono a 491.630, – 7648 rispetto a ieri. I ricoverati salgono a 21.424, +115 mentre in terapia intensiva 2421 assistiti, +21 da ieri.

Covid: arrestato medico per omicidio volontario

Qualche mese fa – intervistato dal Corriere della Sera – dichiarava: “Mi hanno dato una stanza in un B&B di Montichiari, era il 24 febbraio. E da mia figlia e dalla mia compagna, che vivono a Mantova, sono tornato il 3 maggio. Poteva sempre succedere qualcosa. E volevo essere a fianco del mio gruppo”. Parole piene di dedizione per la professione. La volontà di salvare quante più vite possibile da questo terribile “mostro” chiamato Covid 19. E, poi, questa mattina l’arresto da parte dei Carabinieri dei Nas con l’accusa di omicidio volontario. Lui è Carlo Mosca, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari, che fa capo agli Spedali Civili di Brescia. Avrebbe intenzionalmente somministrato a pazienti affetti da Covid farmaci ad effetto anesteticoe bloccante neuromuscolare causando la morte di due di loro: uno di 61 e l’altro di 80 anni.

I fatti risalgono allo scorso marzo, nel pieno della prima ondata di Coronavirus, quando gli ospedali e i pronto soccorso del bresciano esplodevano. I carabinieri del Nas di Brescia, a due mesi di distanza dagli eventi – in seguito ad alcuni decessi sospetti avvenuti presso il pronto soccorso di Montichiari – hanno avviato un’indagine, d`intesa con la Procura. Grazie all’analisi delle cartelle cliniche di numerosi pazienti morti in quel periodo per Covid, è emerso che in molti le condizioni di salute erano peggiorate troppo repentinamente. Tre salme sono state addirittura esumate per essere sottoposte ad autopsia e rilevare la presenza di aventuali sostanze tossiche che potrebbero aver causato – o accelerato – il decesso. All’interno dei tessuti e degli organi di una salma è stata rintracciata la presenza  di un farmaco anestetico e miorilassante. Il armaco in questione è  comunemente usato nelle procedure di intubazione e sedazione ma, se utilizzato al di fuori di specifici
procedure e dosaggi, può determinare la morte.  Inoltre, nelle cartelle cliniche dei deceduti oggetto di verifica, non compare la somministrazione di quei medicinali. Per questo, il dottor Mosca rischia anche un’accusa per il reato di falso in atto pubblico. Al momento il medico si trova agli arresti domiciliari.

 

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