Opere infrastrutturali, il Governo si è affidato a manager indagati

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fatto Quotidiano

Tra i Commissari scelti dal Governo per sbloccare i lavori di 59 opere infrastrutturali è lunga la lista dei manager indagati dalla Magistratura. 

Sblocco delle opere infrastrutturali, Governo si affida agli indagati
Giuseppe Conte/Alberto Pizzoli, Getty Images

E’ durata appena 24 ore la nomina di Roberto Ferrazza – provveditore interregionale per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria – a commissario per i lavori nelle caserme di Torino e Genova. Il Premier Giuseppe Conte, che lo aveva scelto per l’incarico, ha frettolosamente ingranato la retromarcia, probabilmente per scongiurare altre polemiche in una una fase delicatissima.

E così, a un giorno dalla decisione, Conte ha comunicato alle Camere – che devono esprimere attraverso le Commissioni parlamentari i propri pareri sul Dpcm che dovrebbe sbloccare i lavori per 59 opere infrastrutturali in tutto il Paese – il dietrofront sulla nomina di Ferrazza e la sua sostituzione con Fabio Riva, provveditore per Emilia-Romagna e Lombardia. Una mossa che può evitare ad un Esecutivo già in affanno una piccola dose extra di polemiche, ma probabilmente non in grado di risolvere il problema principale: la realizzazione di opere ferme, per la quale sono stati scelti manager particolarmente discussi. E, in più di qualche caso, nel mirino della magistratura.

Pensiamo ad esempio a Maurizio Gentile, ex amministratore delegato di Rfi, cui è stata affidata la gestione del completamento della linea C della metropolitana di Roma. Indagato dalla Procura di Lodi per il deragliamento del Frecciarossa 1000 Milano-Salerno, avvenuto lo scorso 6 febbraio e costato la vita a due macchinisti, e per l’incidente ferroviario che il 25 gennaio del 2018 a Pioltello, costò la vita a tre passeggeri, Gentile è stato comunque ritenuto il nome più adatto a ricoprire questo incarico nella Capitale.

C’è poi il caso di Antonio Mallamo, amministratore delegato di Astral – azienda pubblica incaricata di progettare e realizzare nuovi collegamenti stradali nel Lazio nonché di mantenere e gestire quelli esistenti – e chiamato da Conte a gestire il collegamento stradale Cisterna-Valmontone nonostante sia indagato per omicidio colposo in seguito alla morte di due automobilisti, avvenuta il 29 ottobre 2018 sulla Casilina a causa del crollo di un pino a margine della carreggiata.

Ma non è finita: per la linea ferroviaria Roma-Pescara e per altri quattro interventi sulle infrastrutture ferroviarie, Palazzo Chigi ha nominato Vincenzo Macello – di Rfi – coinvolto a sua volta nel dramma di Pioltello insieme a Gentile, mentre Raffaele Celia – che arriva da Anas – è stato nominato commissario nonostante il suo coinvolgimento nell’indagine sulla frana di Canobbio, in Piemonte, in cui morì quattro anni fa un farmacista ticinese. Per la stessa vicenda risulta indagato anche Nicola Montesano: anche lui è nella lista degli uomini che il Premier vuole tra i commissari per lo sblocco delle 59 opere.

Vincenzo Marzi, invece, è stato scelto come commissario per la statale Fondovalle del Biferno e per altre tre opere: indagato insieme a Celia dalla Procura di Massa nell’inchiesta che dovrà fare chiarezza sulle responsabilità del crollo del ponte di Albiano, avvenuto l’8 Aprile scorso. “Il viadotto non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica“, scrisse Marzi nell’Agosto 2019 nella relazione fatta pervenire al Comune di Aulla. Otto mesi prima del crollo. Per lui, oltre a questa indagine, anche quella della Procura di Locri circa la violazione delle norme antisismiche nella realizzazione della statale 106 Jonica, per la quale il Premier ha deciso di nominare commissario Massimo Simonini, Amministratore Delegato di Anas e indagato, due anni fa, per reati ambientali dalla Procura di Arezzo.

Non va meglio per quanto riguarda il raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Bari e per la Napoli-Bari: Palazzo Chigi ha scelto per queste opere Roberto Pagone – provenienza Rfi – indagato nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord sulla stazione dell’Alta Velocità di Afragola, sulla cui realizzazione i dubbi arrivano a mettere in discussione la qualità dei bulloni utilizzati.

E se strade e ferrovie non vanno bene, la situazione dei porti non è certamente migliore: per quello di Palermo è stato scelto Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale e indagato dalla Procura di Roma in un’inchiesta per appalti e corruzione.

 

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