Strattoni e gomitate per farla alzare dal letto: la badante uccide Maria Luisa

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Fanpage

Aveva tolto la madre da un ospizio perchè vivesse serenamente la vecchiaia: invece, la figlia di Maria Luisa Lombardi ha scoperto un crimine orribile.

Maria Luisa Lombardi 6_1_21 leggilo.org

Doveva trascorrere gli ultimi anni della sua vita serenamente nonostante la malattia con cui combatteva ormai da anni Maria Luisa Lombardi, l’anziana di Roma che è stata letteralmente uccisa a botte dalla sua badante. La figlia dell’anziana non riesce ora a darsi pace per essersi fidata di quella donna che sembrava tanto caritatevole ed esperta e si è rivelata un mostro: “L’angelo della casa si è trasformato si è trasformato in un essere malvagio”racconta Cristina, figlia di Maria Luisa Lombardi. L’anziana è stata ritrovata in fin di vita nella sua abitazione all’Infernetto, quartiere periferico della Capitale, il 9 giugno: la sua badante, la 55enne Lyubov Tkachuk originaria del Kazakistan, aveva raccontato alla figlia ed alle Forze dell’Ordine che a ferire – e successivamente uccidere dopo l’inutile corsa in ospedale – l’anziana era stata una brutta caduta per le scale. La donna di 81 anni non versava in buone condizioni fisiche ne psichiche: combatteva infatti da anni con l’Alzheimer.

Tuttavia, i Carabinieri hanno voluto vederci chiaro: la storia non sembrava credibile. Grazie alle immagini di videosorveglianza acquisite nell’abitazione, gli agenti sono venuti a scoprire un’orribile verità: Lyubov avrebbe maltrattato a più riprese la donna, passando da strattoni per farla alzare a forza dal letto fino ad una raffica di gomitate, inferte senza nessuna pietà sull’anziana che sarebbe rimasta ferita a morte dopo una violenza durata mesi che si è ripetuta tra maggio e giugno fino al tragico epilogo: “Mi aveva detto che era caduta e invece me l’ha ammazzata di botte”, ha commentato incredula Cristina dopo che gli agenti hanno preso in custodia la donna. Cristina era da poco riuscita a convincere la sua anziana mamma a lasciare l’ospizio, dopo aver cambiato più di una badante prima di trovare la 55enne che le sembrava una persona affidabile: L’avevamo convinta a lasciare l’ospizio, affidandola ad una persona che le permettesse di rimanere a casa”, ricorda la donna, evidentemente, non voleva anche tutelare la madre dalla pandemia di Covid dal momento che le RSA sono state le strutture più colpite dai contagi. Ora, sulla badante gravano accuse pesantissime per omicidio volontario e maltrattamenti: “Speriamo di ottenere il massimo della pena, l’ergastolo”, spiega il legale di Cristina Lombardi. Sfortunatamente, episodi come questo si sono già verificati in Italia: tempo fa, un’intera struttura di assistenza per anziani era finita nell’occhio del ciclone. Anche in quel caso, erano stati i filmati delle telecamere ad incastrare i violenti responsabili dei maltrattamenti.

 

 

 

 

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