20.331 contagi e 548 decessi: anziana muore per emorragia cerebrale dopo il vaccino

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Corriere della Sera

Dopo la somministrazione del vaccino, un’anziana ospite in una Rsa di Genova, è morta per un’emorragia cerebrale.

genova_emorragia_cerebrale_vaccino 06.01.2021 Leggilo.org
Getty Images/Miguel Medina

Nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 20.331 unità che portano il totale a 2.201.945. I decessi sono stati 548 e fanno salire il totale delle vittime a 76.877 e i guariti 20.227, raggiungendo quota 1.556.356. Da ieri 178.596 tamponi.

I casi attualmente positivi sono 568.712, – 449 rispetto a ieri. I ricoveri scendono a 23.174, -221 mentre nelle terapie intensive 2571 assistiti, + 2 rispetto a ieri.

Genova, anziana muore dopo il vaccino Pfizer

Obbligo sì, obbligo no? Questo il grande dilemma che sta dividendo – tra le altre cose – il Governo in merito al vaccino anti Covid. Il 27 dicembre 2020 si è inaugurata la campagna vaccinale con l’arrivo delle prime dosi del Biontech- Pfizer. Tra problemi legati al numero di dosi – da alcune ritenuto un po’ esiguo se confrontato con quello di altri Paesi europei – e siringhe non sempre adatte alla somministrazione, il vero problema continuano ad essere gli scettici. Non tutti, infatti, sono no-vax dichiarati. Molti, semplicemente, preferiscono attendere vista la rapidità con la quale è stato prodotto il vaccino. E, a causa di questa titubanza, diversi esponenti del Governo hanno preannunciato che non si può escludere l’introduzione dell’obbligo al fine di raggiungere, il prima possibile, l’immunità di gregge.

Ma i dubbi dei timorosi vengono accresciuti da fatti di cronaca che non possono non mettere in allarme. Il primo giorno del 2021, in Portogallo, è deceduta un’infermiera di appena 41 anni: la donna era stata vaccinata due giorni prima. A detta dei familiari non soffriva di alcuna patologia. Ma i risultati preliminari dell’autopsia escludono un collegamento con l’iniezione anche se non sono state chiarire le cause del decesso.  Come ha puntualizzato il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco: “Potrebbe essere morta di qualunque cosa“. Nei giorni scorsi un’anziana donna è deceduta per infarto in Slovenia subito dopo essere stata vaccinata con Pfizer-BioNTech. La donna in precedenza aveva già avuto un infarto.

Sorte analoga è toccata ad una donna di 89 anni residente in una Rsa di Genova. L’anziana  è morta per emorragia cerebrale dopo essere stata vaccinata. Poco dopo l’iniezione del Pfizer – ha reso noto l’ Alisa, l’Agenzia ligure per la sanità – la paziente è stata colta da emorragia cerebrale e da rash cutaneo. Trasportata in emergenza al Pronto Soccorso dell’ospedale Villa Scassi, è deceduta nella mattinata del 6 gennaio. Anche in questo caso non si può ancora stabilire se vi sia un legame tra vaccino e morte. Lo stabilirà l’esame autoptico.  Trattandosi del primo caso italiano di decesso post vaccino, sarà avviata un’indagine perché si entra nella quarta fase: quella della farmaco vigilanza che esamina i possibili effetti avversi. Il professor Roberto Burioni – con un post su Twitter – è intervenuto sull’accaduto e, come già il collega Pregliasco, ha specificato che, mano a mano che aumentano le persone vaccinate – specialmente se anziane – è normale che possano verificarsi decessi ma che si tratta di pure coincidenze legate, soprattutto all’età: “Se vacciniamo i cittadini oltre i 90 anni dobbiamo mettere in conto che qualcuno ci lasci dopo la vaccinazione per l’ordine naturale delle cose”.

Gli scienziati hanno informato che gli effetti collaterali più diffusi del vaccino anti Covid di Pfizer sono febbre, mal di testa, brividi, stanchezza, dolori articolari e muscolari, dolore nella zona dell’iniezione e talvolta rush cutanei. Questi sintomi sono, anzi, da considerarsi positivi in quanto indicano che il sistema immunitario sta funzionando bene e che il vaccino ha attivato di molto la risposta immunitaria. In genere chi ha questa reazione ha meno di 55 anni. Di conseguenza le persone più anziane non hanno questi effetti collaterali perché il loro sistema immunitario non è forte e reattivo quanto quello dei più giovani.

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