Perugia, ragazza di 22 anni trovata morta in camera da letto. Nessuno sa dire perché

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Corriere dell'Umbria

Mistero a Perugia, dove Michela Madagiem è stata trovata morta ad appena 22 anni nella sua casa del quartiere Elce.

Michela morta in camera da letto a 22 anni, nessuno sa dire perché
Filippo Monteforte, Getty Images/Archivio

Una ragazza di 22 anni, Michela Madagiem, è stata trovata morta in casa sua, a Perugia, la mattina dell’ultimo dell’anno. A denunciare la terribile scoperta erano stati proprio i familiari, che nella tarda mattinata di giovedì scorso, 31 dicembre, avevano trovato il corpo senza vita della ragazza nella loro casa del quartiere Elce al loro rientro da lavoro. I genitori, non vedendo né sentendo la figlia, sono andati in camera sua per salutarla e lì hanno scoperto tragicamente il suo corpo privo di vita.

La causa della morte di Michela, però, rimane tuttora un mistero, tanto che sul posto sono arrivati, oltre ai sanitari del 118 – che non hanno potuto far altro che constatare il decesso della ventiduenne – anche i Carabinieri, obbligati ad informare l’autorità giudiziaria per via delle insolite circostanze che hanno portato alla morte della ragazza. I militari dell’Arma, in attesa di informazioni che potranno desumersi dall’autopsia, hanno avviato controlli per verificare cosa Michela avesse fatto nelle ultime ore prima di morire.

La ragazza non soffriva di alcuna patologia di rilievo e sul suo corpo non sono stati trovati segni di violenza. In generale, all’interno della casa non sono state rinvenute tracce che possano far pensare alla presenza di altre persone oltre ai familiari di Michela. Esclusa anche la presenza di sostanze che potrebbero aver avvelenato la ventiduenne, o che possano comunque averne causato il decesso. Il mistero rimane fitto e gli stessi pm della procura di Perugia non sono in grado di stabilire quale possa essere l’ipotesi maggiormente attendibile. Fondamentale, ai fini degli sviluppi dell’inchiesta, sarà l’esito degli esami autoptici.

Il sostituto procuratore Gemma Milani ha deciso di procedere per omicidio colposo contro ignoti: si tratta di un atto dovuto, indispensabile per effettuare sul corpo di Michela gli esami che potrebbero consentire di ottenere informazioni. Si attende anche la relazione del medico legale Laura Panata, che sarà utile per stabilire se chiudere il caso definendo la morte di Michela come dovuta a cause naturali o se invece vi sarà la necessità di approfondire le indagini.

Addolorati e sconcertati i familiari, che oltre a sottolineare lo stato di salute della figlia affermano che Michela non avesse mai dato alcun segnale di sofferenza o disagio di carattere psicologico, tanto meno nei giorni che hanno preceduto la tragedia. L’unica particolarità era stata rappresentata da alcuni dolori muscolari per i quali le erano stati somministrati dei farmaci a base di cortisone. Esclusa anche l’ipotesi di una positività al Coronavirus, dopo che il tampone effettuato post-mortem ha dato esito negativo.

 

 

 

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