Gianmarco muore a 28 anni, si pensava ad un incidente ma i segni sul corpo dicono altro

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fatto Quotidiano, Fanpage

Gianmarco è morto ad appena 28 anni. L’ipotesi iniziale di un incidente sta sempre più cedendo il passo ad altre tesi avvalorate da più di un indizio.

Gianmarco Pozzi 14/12/20 Leggilo.org

Gianmarco Pozzi aveva solo 28 anni, era un ragazzo sorridente e amava lo sport. Era campione di kick boxing e gli piaceva praticare il parkour, una disciplina poco conosciuta che prevede salti tra edifici. La sua giovane vita si è spenta il 9 agosto quando il suo cadavere è stato rinvenuto a Santa Maria di Ponza, nell’intercapedine tra due edifici, larga appena 80 centimetri. A dare l’allarme furono i proprietari di una delle due abitazioni. Nel momento in cui è stato trovato privo di vita, il ragazzo indossava soltanto un costume da bagno. Il corpo del giovane presentava alcune lesioni e gli investigatori avevano ritenuto che l’ipotesi più probabile fosse che Gianmarco si era procurato quelle ferite cadendo nel tentativo di saltare da un terrazzamento all’altro. Gli inquirenti pensarono che il ragazzo avesse saltato o per praticare il parkour o per raggiungere il mare.

Ma ora l’ipotesi dell’incidente sta cedendo il passo ad altre teorie. Infatti, dai dati emersi dall’esame autoptico, sono  state riscontrate fratture alla clavicola ed alle costole, uno squarcio sul capo e perfino un edema polmonare. Segni che – a detta della sorella della vittima e del legale della famiglia Fabrizio Gallo – sembrano del tutto incompatibili con una caduta. Si ipotizza che le lesioni possano essere state dovute ad un pestaggio. Anche se sull’autore del pestaggio, al momento, resta un grande punto interrogativo.  La sorella Martina non aveva mai creduto alla teoria della caduta incidentale del fratello e ora anche il legale conviene con la ragazza. Secondo entrambi Gianmarco ha tentato quel salto per fuggire da qualcuno, qualcuno che  ha avuto la meglio in una lotta e che ha cercato di far sembrare quel decesso uno sfortunato incidente. A supporto di questa nuova tesi di omicidio l’avvocato Gallo ha presentato oltre 200 scatti del corpo del ragazzo prima che fosse cremato.

Le indagini sulla vita della vittima

Gli inquirenti hanno iniziato a scavare  nella vita privata del kick boxer.  Il  giovane  lavorava da circa tre anni come membro della sicurezza della discoteca Blue Moon. Inoltre, aveva iniziato da poco ad allenare  altri ragazzi. Secondo l’avvocato Gallo è proprio l’ambito lavorativo la pista da battere per arrivare alla verità: “Non possiamo escludere che l’omicidio sia avvenuto per profondi screzi” sul luogo dove lavorava le parole del legale lasciano intendere che le indagini hanno già individuato dei sospetti. Ora è in dubbio la prima ricostruzione presentata dai sanitari: “Ad arrivare hanno impiegato sei minuti ma hanno sempre detto che quel cadavere era scuro, come se il decesso risalisse a qualche ora prima. C’è un evidente incongruenza”. Ma non è tutto: al 118 era arrivata una chiamata già alcune ore prima. Elemento che si aggiungerebbe ad altri tentativi di depistaggio.

Secondo i medici legali incaricati dalla famiglia della vittima, i segni sul corpo del ragazzo sono compatibili con un’aggressione piuttosto che con una caduta; in particolare portano verso questa pista i segni di asfissia e il cuoio capelluto scalpato. A ciò si aggiunge il fatto che, se Gianmarco fosse davvero caduto – da un’altezza di soli 2,70 metri, piuttosto esigua per un ragazzo della sua stazza – non si spiegherebbero le ferite sul lato sinistro, quello su cui non è atterrato. Mentre anche da quel lato il giovane ha presentato tutte le ossa rotte. Ora sono stati sentiti i tre coinquilini di Gianmarco i quali, da subito, hanno sostenuto la tesi della morte per caduta incidentale in seguito ad una serata di eccessi a base di cocaina. I tre, per il momento, non sono indagati ma troppi elementi della loro versione non tornano. Infatti la famiglia del defunto ha iniziato ad insospettirsi proprio a causa dell’atteggiamento sospetto dei tre ragazzi. Sospetti confermati da una ferita molto strana per qualcuno morto cadendo: la salma presentava una ferita sospetta, come se Gianmarco fosse stato legato con una corda e poi picchiato. Inoltre, sebbene sia stata trovata cocaina nel corpo dell’ ex boxer, i medici hanno trovato schiuma che fuoriusciva dalla bocca e la lingua tra i denti: segni che l’asfissia era dovuta non all’assunzione di droga ma ad un edema polmonare. L’avvocato Gallo invita gli ex coinquilini di Gianmarco a parlare: “Se sanno qualcosa che parlino perché il ragazzo è stato chiaramente ucciso“.

 

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