Maradona, spunta l’audio del campione argentino che incastra le figlie: “Sono delle ladre”

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Maradona: da Pomeriggio Live spuntano ancora particolari sconcertanti sulla questione eredità legata alla morte del campione argentino

Maradona

Continuano ad arrivare dettagli sconcertanti legati alla morte del Pibe de Oro, che il mondo sportivo e non sta piangendo dal 25 novembre scorso. Nella sua casa di Tigre il campione argentino è stato stroncato da un arresto cardio respiratorio che lo ha portato via a 60 anni. Una morte che ha creato disperazione nei milioni di tifosi di quello che è stato definito il calciatore più forte di tutti i tempi. Tante le situazioni che non tornano e che fanno pensare a qualcosa di strano che potrebbe essere accaduto in Argentina. Troppi i tasselli mancanti in un puzzle a tinte fosche che merita di arrivare ad una conclusione che sia caratterizzata solo dalla verità. Di chi le responsabilità sul decesso e quali le circostanze da chiarire lo scoprirà a breve la magistratura. Che sta indagando sui medici che avrebbero dovuto garantire un assistenza al campione.

Maradona è uscito di scena alla sua maniera, dribblando anche i tanti problemi legali che lo attanagliavano da anni, oltre a quelli fisici. Una questione spinosa infatti rimane quella legata all’eredità del calciatore più forte di tutti i tempi. La trasmissione di Barbara d’Urso Pomeriggio Cinque ha provato a fare chiarezza. Portando alla luce anche un elemento che ha lasciato tutti senza parole. Infatti si parla del rapporto di Diego con le due figlie Dalma e Jannina. Che potrebbero essere state estromesse dal testamento insieme alla moglie storica Claudia Villafane. Un audio di Diego afferma che le figlie “sono delle ladre”. Il Pibe de Oro non era stato contento che le sue sorelle non fossero state invitate al matrimonio della figlia Dalma. Audio inviato al suo avvocato Matias Morla: “Sono delle ladre, ora se la prendono con le mie sorelle che non hanno fatto nulla contro di loro. Invece quando avevano bisogno sono state aiutate”.

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