Vasco Rossi rivela: “Io, un sopravvissuto, adesso muoio per il lockdown”

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Vasco Rossi si sfoga su Vanity Fair: la vita tormentata, la droga e gli eccessi che hanno fatto di lui un sopravvissuto sono ormai un lontano ricordo. “Adesso muoio per il lockdown”. Ecco cosa ha dichiarato il cantante

Vasco Rossi sopravvissuto

È nell’ultimo numero uscito questo novembre di Vanity Fair che Vasco Rossi si racconta a cuore aperto, definendosi un sopravvissuto ed esprimendo insofferenza per la situazione nella quale si trova. Ecco che cosa ha rivelato sulle pagine della nota rivista.

La richiesta di Cesare Cremonini

L’ultimo numero di Vanity Fair, il cui tema è SurViVE, SopravVIVERE, è stato questo mese affidato alla direzione di Cesare Cremonini, il quale ha pensato di coinvolgere i big del mondo dell’arte, della moda e della parola. Secondo Cremonini, infatti, dietro alle loro storie si nasconderebbero scelte di vita coraggiose che possono essere confortanti in un momento storico così difficile. Tra gli altri, il cantante ha chiesto con una lettera un contributo scritto al celebre collega Vasco Rossi, chiamato a rispondere su quale sia il significato della parola “Vivere”, proprio lui che di questa parola ne ha fatto il titolo di una canzone.

Vasco: “Peggio solo se ci avesse colpiti un meteorite

Il rocker ha infatti esordito nella risposta citando proprio il testo della sua canzone.
Tengo duro“, ha ribattuto Vasco nella lunga lettera, aggiungendo una considerazione su quanto questo sia per tutti un brutto periodo. Riferendosi alla pandemia di Coronavirus l’ha definita: “Una catastrofe planetaria che nessuno avrebbe potuto immaginare, sarebbe stato peggio solo se ci avesse colpiti un meteorite!“.

La “vita spericolata” degli anni d’oro

Il suo è un racconto di una vita vissuta al massimo, vissuta per davvero: “Ero un vulcano di idee in fase di esplosione“, afferma. Un’esistenza che però l’ha portato anche a fare tanti sbagli e l’ha posto più volte persino di fronte alla morte.
È così un vero e proprio sopravvissuto, agli anni ’70 così come agli anni ’80, periodo nel quale il cantante ha abusato eccessivamente di droghe e di cui ha dovuto pagarne le conseguenze. “Ne ho combinate di caz**te, ma le ho anche pagate tutte. Sono stati gli anni più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti“, ha scritto a proposito.
Poi sono arrivati gli anni ’90 durante i quali Vasco compie “la scelta più trasgressiva che avrebbe potuto fare una rockstar“, ossia quella di crearsi una propria famiglia.

I problemi di salute nel 2011

Ma è stato durante gli anni 2000 che il rocker ha dovuto affrontare una vera e propria prova di sopravvivenza. Nella lettera infatti Vasco spiega come sia riuscito a superare ben tre malattie che avrebbero potuto essere potenzialmente fatali per lui, raccontando di essere riuscito a sconfiggerle ma di come queste non lo abbiano risparmiato dal finire in coma ben quattro volte.

Le parole sulla pandemia del 2020

Dovremo ancora stare chiusi in casa e per noi che abbiamo bisogno di urlare, di cantare, di assembrarci è ancora molto lontana la possibilità di fare concerti, ma sopravviveremo anche a questo, e te lo dico io che sono un Super Vissuto!“, ha concluso infine il cantante di Albachiara a proposito della pandemia di Coronavirus, aggiungendo simpaticamente: “C’è che morirò di noia per il lockdown

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