I soccorsi non arrivano, bimbo muore in mare. Colpa di Salvini e Meloni, dice Saviano

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Dire, Roberto Saviano Facebook

La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo sulla morte di Joseph, il bambino di appena sei mesi deceduto mercoledì a causa di un nubifragio che ha fatto affondare il gommone su cui il piccolo si trovava con la mamma.

agrigento_inchiesta_joseph 13.11.2020 Leggilo.org
Getty Images/Dan Kitwood

Mercoledì scorso, a 31 miglia dalla costa libica di Sabratha, un gommone è affondato a causa di un violento nubifragio. I soccorritori della Ong spagnola Open Arms sono riusciti a trarre in salvo 110 migranti che erano a bordo. Purtroppo, tuttavia, ci sono state anche sei vittime tra cui un bimbo di appena 6 mesi: Joseph che , insieme alla sua mamma Joanna, si trovava sulla malcapitata imbarcazione. Ieri gli ufficiali della capitaneria di porto di Lampedusa hanno ascoltato il racconto della mamma del piccolo. Ora la Procura di Agrigento ha deciso di aprire un fascicolo sulla morte di Joseph per verificare se, ci sono stati eventuali ritardi dalla segnalazione del gommone in difficoltà all’arrivo dei soccorsi. E nel caso si appurassero dei ritardi bisognerà valutare se ci sono eventuali responsabili nella morte del bambino. L’inchiesta è sotto la guida del procuratore aggiunto Salvatore Vella e della sostituta Sara Varazi. I pm trarranno le loro conclusioni dopo un’attenta analisi dei registri di bordo e delle comunicazioni. Nonostante il gommone su cui si trovava il neonato fosse vicino alle coste della Libia, la Ong che ha provveduto al salvataggio, infatti, ha lanciato richiesta di soccorso anche all’Italia.

Come si sono svolti i fatti

Da quanto si legge sui registri risulta che la prima comunicazione di Frontex ad Open Arms sulla presenza di un gommone in difficoltà sia avvenuta alle ore 7.58 di mercoledì 11 novembre. La Ong spagnola ha trovato il gommone alle ore 9.14 e alle ore 9.18 è partita da bordo  la segnalazione alle autorità libiche, italiane, maltesi e spagnole
Una seconda segnalazione alle autorità marittime è stata registrata quasi due ore dopo, alle ore 11. In questa seconda segnalazione, Open Arms specificava che il gommone era sgonfio e parzialmente affondato e che a bordo vi erano  un centinaio di persone tra cui 7 donne, 3 bambini e un neonato. Veniva spiegato, inoltre, lo stato di salute dei migranti a bordo: stanchi, disidratati e con un principio di assideramento. Subito dopo il fondo dell’imbarcazione  ha ceduto e i migranti sono finiti in acqua, da lì sono partite le operazioni di recupero in mare.

Alle 15.26 Open Arms ha comunicato alle autorità italiane di avere tratto in salvo dalle 100 alle 150 persone e alle 16.02 chiede l’evacuazione per motivi sanitari di due bambini con la madre e di una donna incinta di 7 mesi. Viene chiesta anche l’assegnazione di un porto di sbarco. Ma i soccorsi per l’evacuazione medica chiesti alle 16 non arrivano. Alle 20.15 dalla nave parte una mail con cui Open Arms informa la Guardia costiera di Roma che il neonato in gravi condizioni è morto per arresto respiratorio, nonostante fossero state effettuate tutte le manovre necessarie.

Solo alle 21.50 – dunque quasi sei ore dopo la richiesta – sono arrivati i soccorsi. E alle 1.50 con una motovedetta arrivata da Lampedusa, sono stati portati sull’isola il corpicino ormai privo di vita del piccolo Joseph, insieme alla sua  mamma e ad un’altra ragazza di 18 anni incinta. Ma la Open Arms, con quasi 250 persone a bordo e con i cinque corpi degli altri migranti morti nel naufragio, è ancora in mare in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro.

Roberto Saviano accusa Matteo Salvini

Sulla tragica vicenda è intervenuto lo scrittore Roberto Saviano che, sul suo profilo Facebook, ha scritto: “La disperazione non va in lockdown. In Italia i populisti hanno continuato a mentire e a parlare degli immigrati come untori. O ci si salva insieme o nessuno si salva”. L’attacco ai suoi storici “nemici” Matteo Salvini e Giorgia Meloni era piuttoto evidente. E, a conferma di ciò, in un altro post più recente, Saviano ha scritto: “Le Ong insultate, sabotate, fermate…Salvini e meloni siete infami, siete sciacalli di professione. Fermate le vostre menzogne su chi parte, su chi arriva, su chi salva e su chi muore”

Opinione non dissimile – anche se più generalizzata, senza bersagli politici – quella del direttore generale della Fondazione Migrantes, Gianni De Robertis, che ha commentato: “Un’ennesima tragedia che si consuma a pochi chilometri dalle nostre coste, nell’indifferenza generale. Ciascuno è preoccupato solo di se stesso”.

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