Il Segretario del Sindacato di Polizia promuove l’acquisto di ciondoli anti Covid al costo di 50 euro

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, La Stampa, John Hopkins University

Giuseppe Tiani, presidente di Innovapuglia e segretario Nazionale del sindacato di polizia, sostiene che la lotta contro la diffusione del nuovo coronavirus passi anche per un maggior investimento nella tecnologia. E propone l’acquisto massiccio di ciondoli anti-covid.

Giuseppe Tiani, Facebook SIAP Nazionale

La lotta contro la diffusione del nuovo coronavirus si deve fare anche con gli investimenti sulla tecnologia. È questo il messaggio, a tratti un appello, che Giuseppe Tiani, presidente di Innovapuglia e segretario Nazionale del Siap, il sindacato di polizia, ha voluto trasmettere alla Commissione affari costituzionali della Camera. Tiani, in collegamento video con la Commissione per chiedere più tutela agli agenti impegnati sul territorio e ulteriori finanziamenti per il settore, ha voluto portare la sua propria esperienza personale nell’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati contro la crisi sanitaria.

Imperterrito e fermamente convinto, il segretario ha fatto vedere il ciondolo che portava al collo, ovvero un “micro purificatore d’aria”, al costo di soli 50 euro. L’aggeggio, di tecnologia israeliana, secondo le fonti di Tiani, genera dei cationi (degli ioni positivi, ndr) che inibiscono qualsiasi virus abbia segno positivo, “per un metro cubo attorno a chi lo indossa”. Una tecnologia, ha difeso il rappresentante del sindacato delle Forze dell’Ordine, che andrebbe “distribuita alle forze di polizia e a tutti i sanitari impegnati del Paese”, perché aiuterebbe gli agenti a fare più serenamente il proprio lavoro, ma soprattutto a “combattere il virus con la tecnologia”. Nelle precisazioni, Tiani ha affermato che l’oggetto è in realtà un “neutralizzatore di batteri”, concludendo poi come ci siano degli “elementi di concretezza su cui si può lavorare”, non solo sul piano normativo ma anche su quello dell’uso delle tecnologie che, se distribuite su grandi numeri, comportano un positivo abbattimento dei costi.

La reazione alla proposta di Tiani non si è fatta attendere. Soprattutto per alcune dichiarazioni successive, secondo cui il ciondolo sarebbe opportuno alle Forze dell’Ordine per tutelarsi ne contatto con i migranti, spesso portatori di malattie, avrebbe sostenuto Tiani. Sulla rete si è alzata una vera ondata di indignazione politica e di scherno. Il segretario si è detto pronto a dimettersi, anche se crede trattarsi di una strumentalizzazione politica: “Se mi dovesse essere chiesto dal presidente Emiliano, seppur con amarezza, sono pronto a mettere le mie dimissioni sul tavolo. Credo però che si tratti solo di una strumentalizzazione di tipo politico che spero si spenga quanto prima”, sono state le sue parole.

Sulla proposta del presidente di Innovapuglia, l’immunologo Roberto Burioni si è espresso rivolgendosi al virologo Pierluigi Lopalco, nominato di recente assessore alla sanità in Puglia, e chiedendogli se quel video fosse una gag. “Pare che la pubblica amministrazione si impegni assiduamente a individuare chi ha detto la cosa più irreale sul Covid-19 negli ultimi mesi”, sono state le parole di Burioni.

Ma nessuno ha spiegato a Tiani che i virus, entità biologiche che si replicano soltanto all’interno delle cellule degli organismi, non si comportano come i batteri, che sono organismi in sè, seppur micro e unicellulari. Andrebbe indagato, inoltre, perchè in Israele il governo di Benjamin Netanyahu – dopo aver cantato vittoria a maggio, togliendo di colpo le misure restrittive – ha dovuto stabilire un secondo lockdown, da cui lentamente prova, con grande difficoltà, a uscire. Nel paese, che ha più di 320.000 contagiati – su una popolazione inferiore a 9 milioni di abitanti – il virus si è diffuso soprattutto nella comunità ultraortodossa, dove i rabbini, che forse non portavano il ciondolo anti-covid, si sono ribellati alle restrizioni.

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