Avezzano, non riesce ad accedere al Pronto soccorso. Muore urlando nel parcheggio dell’ospedale

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Fonti ed evidenze: Abruzzo Live, Messaggero, Fanpage

Enzo, 72 anni, è morto per una crisi respiratoria di fronte all’Ospedale di Avezzano. Il pm, indagando, si è reso conto che non è la prima volta che si verifica un simile dramma.

Terapia GETTY 29 ottobre 2020

E’ morto in auto nell’automobile della sorella che urlava disperatamente per chiedere aiuto: così si è spento il signor Enzo Di Felice, 72enne trasportato presso l’Ospedale di Avezzano per una crisi cardio-respiratoria. Le condizioni dell’uomo erano rapidamente precipitate nel tempo trascorso tra il trasferimento dalla clinica privata dove aveva chiesto una radiografia all’Ospedale di Avezzano: lì, la sorella Iole non è stata fatta passare oltre la fila di auto dirette verso il Pronto Soccorso nonostante le condizioni di Enzo fossero critiche e nonostante le sue disperate richieste di aiuto. L’uomo è stato abbandonato al suo destino. Nella clinica privata responsabile del tampone, Enzo aveva lamentato dolori molto forti alla spalla ma i medici si erano rifiutati di assisterlo, indirizzandolo in ospedale per il tampone.

Una tragedia che secondo la sorella di Enzo e i figli che hanno denunciato l’Ospedale di Avezzano presso la Procura locale si poteva evitare: “L’arresto respiratorio è una condizione letale se non curata in pochi minuti. Enzo doveva essere soccorso rapidamente“, spiega il medico legale Simona Ricci, responsabile dell’autopsia effettuata sul corpo dell’anziano. Invece, tra l’arrivo di alcuni medici che hanno provato inutilmente a rianimare l’uomo nella Fiat 600 rossa e quello di Iole al Pronto Soccorso è passato parecchio tempo: troppo, secondo gli investigatori che si sono appropriati delle immagini di sorveglianza registrate dalle telecamere sul posto che potranno dare una risposta alla domanda principale del caso: per quanto tempo Enzo è stato lasciato in auto senza assistenza?

A seguire il caso ci sono il Pm Ugo Timpano e l’avvocato della famiglia Di Felice Giuliano Fina che afferma: “I figli della vittima, Dante e Massimiliano e sua sorella pretendono di sapere la verità sul perchè Enzo è morto in quel modo”. Oltre tutto, l’autopsia dell’uomo ha confermato che Enzo non aveva contratto il virus.

La morte di Enzo non è il primo caso ad Avezzano

Probabilmente, a contribuire all’affollamento dell’Ospedale di Avezzano sono state le tante persone presenti per sintomi legati al Coronavirus, una situazione che inizia ad accomunare molte strutture ospedaliere, ormai allo stremo. Ma quanto è avvenuto nel comune aquilano non è un caso isolato. Infatti, anche Maria Giuseppina Palma, 80 anni, è morta in modo analogo pochi giorni prima di Enzo: la donna aveva contratto il Coronavirus e le sue condizioni erano precipitate ma il reparto era totalmente pieno e i medici non sono riusciti a salvarle la vita.

In seguito a questi due drammatici eventi, occorsi a poca distanza l’uno dall’altro, il personale dell’ospedale è stato rafforzato tramite l’invio di altri medici, provenienti dai comuni di Tagliacozzo e Pescina. In più, il centro medico è stato dichiarato “zona grigia” e rifornito di posti letto aggiuntivi e attrezzature per accelerare i test a tampone, una misura che secondo l’Asl renderà più rapido lo scorrimento dei pazienti. Il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha accolto positivamente la notizia ma sostiene che l’emergenza non è ancora terminata: “La pandemia sta mettendo in difficoltà la nostra terra, siamo nei guai. Urgono ulteriori provvedimenti”, le sue parole.

Interventi sicuramente utili che renderanno più agevole il lavoro del personale sanitario della struttura presso Avezzano ma che sfortunatamente arrivano troppo tardi per Enzo e Maria.

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