Coronavirus, nuovi violenti tafferugli a Napoli: bombe carta contro la polizia

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Coronavirus e proteste a Napoli: ancora tafferugli nel capoluogo campano dopo la notte di scontri e violenze contro le forze dell’ordine

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Continuano le proteste a Napoli dopo quelle registrate nella giornata di ieri e messe in atto da frange violente che si ribellano alle decisioni prese dalle istituzioni per contrastare l’emergenza Covid. Poco fa si sono registrati nuovi scontri nella zona di Piazza dei Martiri, e da quanto si apprende da Tgcom24 ad innescarle pare siano stati gli appartenenti dei centri sociali dei Cobas e dei Carc insieme ad altri gruppi di estrema sinistra. L’ira dei manifestanti si è scagliata ancora una volta contro le forze dell’ordine, con bombe carta che hanno costretto la polizia a caricare i dimostranti. La manifestazione dei gruppi di estrema sinistra era stata organizzata davanti alla sede di Confindustria, ma non aveva ad oggetto principalmente l’emergenza Coronavirus. Infatti la contestazione è contro le morti sul lavoro, sintetizzata da uno striscione con la scritta “Quattro morti sul lavoro al giorno, questa è violenza”. Tutto è cominciato con un lancio di uova e vernice rossa contro il portone della sede di Confindustria che si trova nella centralissima Piazza dei Martiri. I manifestanti non si sono detti contrari al lockdown a patto che ci sia il salario garantito per i lavoratori ed i disoccupati. Poi la situazione è degenerata con il lancio delle bombe carta che ha scatenato la reazione delle forze di polizia e i nuovi incidenti in città a distanza di nemmeno 24 ore di quelli del venerdì. Ci sono stati altri incidenti anche davanti alla sede della Regione Campania che si trova a Santa Lucia. I manifestanti hanno tentato di assalire la sede, ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine e poi dispersi. In questo caso l’obiettivo era il presidente De Luca, che nelle ultime ore si è reso protagonista di provvedimenti restrittivi nell’emergenza.

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