“Abbiamo già perdonato gli assassini di nostro figlio”, dicono i genitori di Willy

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I genitori del 21enne Willy Monteiro Duarte chiedono giustizia per loro figlio, non vogliono vendetta. Intanto si allarga il registro degli indagati.

Abbiamo già perdonato gli assassini di nostro figlio“. Queste – riporta Fanpage – le parole dei genitori del giovane Willy Monteiro Duarte, a margine della cerimonia funebre che si è svolta sabato scorso presso il campo sportivo di Paliano. Il 21enne – ricordiamo – è deceduto nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre, preso a calci e pugni nel corso di una rissa fuori da un locale di Colleferro. Indagati per la morte del ragazzo i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia.  Quest’ultimo è l’unico ad essere agli arresti domiciliari. Gli altri tre sono tutti in stato di fermo presso l’istituto penitenziario di Rebibbia dove sono stati “accolti” con urla e sputi. Ragione per la quale hanno chiesto di restare in isolamento anche dopo il periodo di quarantena obbligatorio anti-Covid previsto per tutti i nuovi arrivati in carcere.

I genitori di Willy non vogliono vendetta ma chiedono giustizia. E ai numerosissimi partecipanti al funerale del figlio hanno chiesto non fiori ma opere di carità. Infatti i coniugi monteiro duarte hanno scelto di devolvere alla Caritas Ambrosiana tutte le offerte raccolte durante la cerimonia funebre.Ai funerali ha presenziato anche il Premier Giuseppe Conte il quale si è soffermato sull’importanza di educare le future generazioni al rispetto dell’altro e alla non violenza ma anche ad intervenire quando la situazione lo richiede: “Fermiamoci tutti a riflettere: cosa diremmo ai nostri figli? Diremmo forse d non intervenire in una lite? Willy è intervenuto proprio per sedare una lite scatenata dalla cieca violenza”.

E infatti anche l’omissione è una colpa. E proprio a causa di omissione  – spiega Il Messaggero – ora potrebbero entrare nel registro degli indagati della procura di Velletri anche altri quattro ragazzi che quella sera si trovavano insieme ai fratelli Bianchi, a Pincarelli e a Belleggia. Quattro loro amici che, pur non avendo agito direttamente, tuttavia avrebbero assistito al pestaggio e avrebbero lasciato fare aiutando poi i Bianchi e i loro complici ad allontanarsi sul Suv.

Samanta Airoldi

Fonte: Fanpage, Il Messaggero

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