Il premier Conte e il Governo ai funerali di Willy “Contrasteremo la cultura della violenza”

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Anche il Premier Giuseppe Conte ha presenziato al funerale di Willy Monteiro, il giovane ucciso sabato notte a Colleferro.

Conte funerale Willy 12 settembre 2020

Ai funerali del giovane Willy Monteiro, vittima di una feroce aggressione a Colleferro la notte del 5 settembre, ha partecipato anche il Premier Giuseppe Conte, in rappresentanza dell’intero Stato italiano. Il primo ministro, accompagnato anche dal segretario del PD Nicola Zingaretti e dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese,  ci ha tenuto a presenziare alle esequie per lanciare un forte messaggio contro la cultura della violenza che secondo il Premier – riferisce Il Fatto Quotidiano – è ancora un problema molto attuale nel nostro Paese: “Non possiamo in nessun modo minimizzare l’accaduto trattandolo come uno sfortunato caso isolato: in Italia, ci sono purtroppo fasce della popolazione che ancora credono in un tipo di cultura violenta e volta alla sopraffazione del prossimo. Questo è inaccettabile”. Il Premier ha promesso che sarà la Regione Lazio governata dal Dem Nicola Zingaretti, a farsi carico delle spese per i funerali del giovane. E poi – riporta la Repubblica – ha aggiunto il Premier: “Dobbiamo guardarci in faccia e prendere atto che ci sono alcune frange sociali che coltivano la mitologia della violenza. Tutti dobbiamo lavorare per estinguere questa mitologia, richiamando il quadro di valori condiviso su cui si basa la nostra civiltà. Il principio primario deve essere il rispetto della persona”.

Il Premier si è espresso anche riguardo le indagini augurandosi una pronta risoluzione del caso: “La nostra priorità è fare giustizia, non lasciar cadere questo delitto nell’oblio”. E si è poi soffermato anche sulla violenza verbale e sulla cultura dell’odio che ancora prima di quella fisica – a sua detta – crea un clima in cui è facile che avvengano episodi come quello di Colleferro: “Bisogna lavorare a tutti i livelli: le parole sono pietre, scuola, famiglia, tutte le istituzioni devono accompagnare i ragazzi in una crescita umana che non promuova nessun tipo di cultura violenta”, conclude il presidente del consiglio.

All’arrivo del feretro un lungo applauso ha dato l’ultimo saluto a Willy, morto ad appena 21 anni. Il padre del ragazzo ha elogiato il suo coraggio: “Se è morto difendendo una persona a cui voleva bene, il suo sacrificio non può essere stato vano”, le sue toccanti parole. Anche monsignor Mauro Parmeggiani, fautore dell’omelia per il giovane, ha seguito la linea del premier nel pronunciare un discorso contro la violenza: “Rendiamoci promotori di un’educazione a 360 gradi che renda avvenimenti barbari come questi inaccettabili in modo che non si verifichino più”. Il parroco ha anche rivolto un pensiero agli assassini di Willy: “Chiediamo a Dio la forza di perdonare queste persone ma solo dopo che avranno pagato per le loro azioni e si saranno redente tramite un lungo e tortuoso percorso di comprensione dei loro sbagli”.

Per il brutale omicidio di Willy, sono al momento indagate quattro persone, tra cui spiccano i fratelli Bianchi che secondo alcuni testimoni oculari avrebbero avuto un ruolo determinante nell’aggressione e nella morte di Willy.  Il processo contro i presunti assassini di Willy Monteiro non è ancora iniziato: gli investigatori hanno comunque numerosi elementi in mano tra cui la testimonianza di alcuni ragazzi che si trovavano in Piazza Italia in quella sera maledetta, il referto dell’autopsia sul corpo del giovane di origine capo verdiana ed altri elementi che forse non sono ancora stati diffusi per non compromettere lo svolgimento degli accertamenti. I sospettati rimangono in stato di fermo dopo essere già stati interrogati dai magistrati.

Fonte: Dire, Il Fatto Quotidiano

Bugie finite

Pubblicato da Leggilo.Org su Domenica 13 settembre 2020

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