Morte di Francesca Manfredi. Per lei era la prima volta, dicono gli amici al funerale

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Ai funerali di Francesca Manfredi, la ragazza di Brescia deceduta per overdose, gli amici hanno sostenuto che Francesca stava cambiando vita.

Francesca Manfredi 31 agosto 2020

Si sono tenuti a Brescia i funerali di Francesca Manfredi, la ragazza di 24 anni spirata domenica in seguito ad un overdose. La giovane è stata ritrovata dagli operatori del 118 in una vasca piena di ghiaccio in un’abitazione del quartiere popolare Chiesanuova. I due amici con cui aveva consumato le droghe – ora indagati per l’accaduto – non avevano contattato in tempo il pronto soccorso dopo il malore della ragazza, convinti che la situazione non fosse così grave. Forse, se i soccorsi fossero stati avvertiti subito, Francesca Manfredi si sarebbe potuta salvare. Ad esserne convinte sono le sue amiche più strette che – riferisce Fanpage – non si danno pace per l’accaduto e incolpano il 32enne e la 24enne che si trovavano con lei quella sera: “Se non l’avessero lasciata in una vasca come degli animali e avessero avvertito i soccorsi, Francesca sarebbe qui adesso. Quando ho saputo cosa era successo non ci volevo credere”, dice Asia, una delle migliori amiche della giovane. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, per la ragazza sarebbe stato fatale un cocktail di cocaina, ketamina ed eroina. Le amiche però sono sicure che la ragazza non avesse mai assunto prima quest’ultima sostanza che le sarebbe stata fatale, secondo l’autopsia: “La stanno facendo passare per una tossica ma lei una siringa non l’aveva mai toccata. Era stata in comunità a 17/18 anni ma mai per l’eroina”, spiega Maria, un’altra amica stretta di Francesca.

Secondo le due ragazze, a spingere Francesca verso l’abuso di droga sarebbe stata la mancanza di una famiglia che è stata definita dalle due giovani “sempre dietro il sipario” nella vita della ragazza la quale aveva vissuto per un periodo anche dalla nonna. Francesca aveva abusato per un periodo di ketamina, un dissociativo in grado di dare allucinazioni sensoriali ma frequentava il Sert di Brescia e si stava lasciando  alle spalle questa dipendenza rimettendo in sesto la sua vita. Aveva anche trovato un lavoro e comprato un’automobile: “Nell’ultimo periodo, vedeva uno psichiatra, stava riuscendo a metabolizzare i suoi traumi ed aveva capito di avere bisogno di aiuto” – continuano le amiche. Ad esserle fatale, forse la compagnia delle persone sbagliate: “Quanto usciva con noi, le imponevamo dei limiti per proteggerla. Forse è stata riportata sulla strada sbagliata da quelle due persone”, ipotizza Asia. Ciò che è certo è che la droga ha spezzato un’altra giovane vita e che adesso gli investigatori valuteranno la posizione dei due ragazzi che si trovavano con Francesca durante le sue ultime ore. Se venisse accertato che la loro omissione di soccorso ha causato realmente la morte della giovane, i due fronteggieranno un’accusa di omicidio colposo: “In quella casa è successo qualcosa che non doveva succedere. I responsabili devono pagare”, concludono Maria e Asia sperando che la scomparsa della loro amica possa almeno trovare giustizia.

Il parroco di Chiesanuova ha speso queste parole per ricordare la ragazza, per gli amici una persona solare e sempre bendisposta nei confronti degli altri: “Oggi non ci resta che piangere per la crudeltà che esiste nel mondo. La scomparsa di questa giovane deve essere motivo di riflessione profonda per tutti noi”, ha detto il don nella sua omelia – riporta Brescia Today.

Fonte: Fanpage, Brescia Today

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