Gioele, i risultati dell’autopsia stanno scagionando la madre

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Gioele, autopsia non conclusiva. I risultati delle analisi potrebbero riportare gli investigatori sulla pista dell’incidente.

È da settimane che i familiari di Viviana Parisi sostengono che la donna non avrebbe mai fatto del male a suo figlio, il piccolo Gioele Mondello, i cui resti sono stati trovati nella boscaglia ai bordi dell’autostrada, a Caronia, lo scorso 18 agosto. La posizione della famiglia si trova di pari passo con l’idea opposta, che da settimane prende sempre più corpo, sui mezzi di comunicazione così come nell’immaginario collettivo. Ovvero l’ipotesi che Viviana, a causa del fragile stato mentale in cui si trovava, abbia ammazzato il figlio e poi si sia tolta la vita. Per ora l’unica certezza è che la donna è morta in seguito ad un violento impatto che ha causato lesioni alle ossa ed alla colonna vertebrale, forse una caduta. Ma ora le indagini sembrano tornare al punto di partenza, dopo alcune analisi portate a termine dal pool di esperti che lavora al caso. Primo elemento importante è la realizzazione ieri al Policlinico di Messina dell’esame medico legale ai resti di Gioele, da cui sono emersi i segni di un’aggressione da parte di alcuni animali nei confronti del bambino, riferisce la Repubblica. Secondo gli esperti, tuttavia, l’autopsia non è stata conclusiva, a causa dello stato profondamente compromesso dei resti. Per questo serviranno altri esami, come la Tac sul cranio del bambino, che potrebbe aiutare a stabilire se l’eventuale aggressione subita dagli animali sia stata la causa del decesso o se invece sia avvenuta dopo la morte. L’esame medico ha anche evidenziato alcuni sassolini intorno ai resti di Gioele, che potrebbero aiutare a indicare il luogo e la data del decesso. Ma le indicazioni più importanti dovrebbero arrivare con il risultato della Tac. Altro elemento fondamentale, gli accertamenti eseguiti dalla polizia scientifica nella Opel Corsa della dj. Le analisi sono state disposte dal Procuratore di Patti Angelo Cavallo su sei campionature effettuate il 6 agosto scorso, per verificare l’eventuale presenza di profili genetici da comparare successivamente. Le analisi sull’auto, che era stata abbandonata da Viviana prima che questa scomparisse nel bosco, possono cambiare le sorti dell’indagini. Difatti i risultati, riporta il Fatto Quotidiano, insieme ai primi risultati dall’autopsia realizzata sui resti di Gioele, riaprono una pista che era già stata avanzata all’inizio delle indagini: Gioele sarebbe rimasto mortalmente ferito nell’incidente stradale avvenuto in galleria, sulla A20, e la madre avrebbe deciso di buttarsi dal traliccio per la disperazione. Sulla testa del bambino sarebbero infatti state trovate delle tracce di sangue e una frattura “compatibili” con un’emorragia cerebrale. “Avrebbe sbattuto la testa contro una superficie non particolarmente dura”, dicono le fonti investigative. Stando a questa ultima ipotesi, le cose non sarebbero andate esattamente come sostiene la famiglia di Viviana, che attribuisce all’intera tragedia il carattere di un incidente.

Fonti: Repubblica, Il Fatto Quotidiano

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