Filippo, ucciso passando sopra il suo corpo due volte con l’auto. Fermate tre persone

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Sono stati fermati gli aggressori di Filippo Limini, il ragazzo ucciso in una rissa presso il Country Cafè di Bastia Umbra.

 

Sono stati interrogati per tutto il giorno i tre presunti aggressori di Filippo Limini, il 24enne di Bastia Umbra che è rimasto ucciso in seguito ad una rissa fuori da un locale nella provincia spoletina. I tre, che hanno rispettivamente 18, 19 e 22 anni sono tutti residenti dei comuni di Bastia Umbra ed Assisi, ma sono di origine albanese.  Hanno da subito invocato la legittima difesa, spiegando di essere stati accerchiati da Filippo e dai suoi amici e di essere fuggiti a bordo della loro Opel perché in minoranza numerica. Hanno poi sostenuto di aver investito Filippo accidentalmente. Il ragazzo era rimasto a terra dopo un primo scambio di calci e pugni – ricorda Il Messaggero. Tuttavia, secondo il procuratore della Repubblica Paolo Abbritti, la loro versione potrebbe essere smentita dall’autopsia e dalla testimonianza di chi si trovava nel parcheggio del Coutry Cafè la sera del 14 agosto.

Secondo le ultime ricostruzioni – riporta Umbria Domani – i tre aggressori di Filippo Limini sarebbero stati circondati da un gruppo di 7 o 8 persone, tra cui la vittima, dopo uno scambio di insulti. Durante la successiva rissa, il 24enne sarebbe stato raggiunto da un pugno che lo ha lasciato esanime a terra e ancora colpito con calci e pugni. Infine, a togliere la vita al ragazzo, sarebbe stato un investimento che il 19enne alla guida ha bollato come “accidentale”. Secondo gli investigatori però, è possibile che il ragazzo alla guida sia volutamente passato sopra a Filippo una seconda volta con la macchina. In questo caso, l’accusa verrebbe modificata da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario, portando i tre ragazzi in stato di fermo a rischiare pene fino ai diciotto anni di carcere.

I risultati dell’autopsia stabiliranno presto se la morte di Filippo è stata causata dal pestaggio, dal primo investimento con l’auto o da un eventuale secondo passaggio del mezzo sul suo corpo che renderebbe la posizione dei suoi aggressori gravissima. Rimane ancora da chiarire l’esatta dinamica dei fatti che ha portato alla morte del ragazzo: alcuni dei suoi amici che hanno partecipato alla rissa sono stati rintracciati e saranno presto ascoltati: “Un omicidio barbaro ed assurdo che non può essere accettato dalla comunità umbra”, dichiara intanto il sindaco di Spoleto Umberto de Agustinis, augurandosi che le forze dell’ordine riescano presto a far luce su questa tragica vicenda.

Fonte: Il Messaggero, Umbria Domani

 

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